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Assassinio Marie, Claude D. chiede la liberazione condizionale
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Vaud

Assassinio Marie, Claude D. chiede la liberazione condizionale

L'avvocato di Claude D. stamen al suo arrivo al Tribunale distrettuale della Broye e del Nord Vodese

L'avvocato di Claude D. stamen al suo arrivo al Tribunale distrettuale della Broye e del Nord Vodese

Keystone

Claude D. è tornato oggi in tribunale. Uno dei più celebri recidivi della Svizzera, che assassinò la giovane Marie nel 2013 dopo aver già ucciso una donna nel 1998, è comparso a Yverdon per chiedere la liberazione condizionale dalla sua pena detentiva a vita.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

25.03.2026, 14:16•25.03.2026, 14:19

L'avvocato di Claude D., Guglielmo Palumbo, ha domandato «un cambiamento della sanzione», affinché il suo cliente possa seguire un trattamento presso l'istituto chiuso Curabilis a Puplinge (GE).

Arrivato stamattina sotto scorta della polizia al Tribunale della Broye (VD) a Yverdon-les-Bains, Claude D. non è ancora stato interrogato. Si è limitato a dichiarare, all'inizio dell'udienza, che desiderava «essere curato» e recarsi a Curabilis.

La sua audizione avrà luogo questo pomeriggio, così come le arringhe dell'avvocato Palumbo e del procuratore generale del cantone Vaud, Eric Kaltenrieder. La mattinata è stata essenzialmente dedicata all'audizione di due esperti psichiatrici.

«Prospettiva» di trattamento

In un rapporto del 2023, questi esperti raccomandavano appunto un collocamento a Curabilis da 6 a 8 mesi a fini di osservazione. Secondo questi specialisti, se Claude D. aveva mostrato «tratti psicotici, perversi e narcisistici» durante le prime perizie, quella del 2023 ha rivelato che tratti «immaturi e paranoici» erano ormai «preponderanti».

Il che può «aprire una prospettiva» in termini di trattamento, hanno spiegato. Un collocamento a Curabilis potrebbe, secondo loro, permettere di capire fino a che punto Claude D. sia «accessibile a una terapia».

Interrogati sul rischio di recidiva, gli esperti hanno ritenuto che non fosse «preponderante» in ambiente carcerario, ma che sarebbe «elevato» se Claude D. dovesse trovarsi «all'esterno», in particolare in presenza di donne.

Oltre agli esperti, la Corte ha ascoltato questa mattina i genitori friburghesi di Claude D.. La loro audizione si è svolta a porte chiuse, senza la presenza della decina di giornalisti giunti a Yverdon.

Due assassini

Nel gennaio 1998, Claude D. violentò e uccise la sua ex compagna in uno chalet a La Lécherette (VD). Due anni dopo fu condannato a 20 anni di carcere. Già dal 2012 si trovava però agli arresti domiciliari e sotto sorveglianza di un braccialetto elettronico. Il 13 maggio 2013 incontrò la 19enne Marie a Payerne (VD), la rapì e la strangolò in un bosco vicino a Châtonnaye (FR).

Nel 2016, il recidivo venne condannato alla detenzione a vita e, inizialmente, all'internamento a vita. Quest'ultima condanna è stata però convertita in internamento ordinario su decisione del Tribunale federale. La sua condanna è diventata definitiva nel 2019.

Da allora, il friburghese è transitato per diverse prigioni del Paese e moltiplicato le azioni giudiziarie per far evolvere il suo regime di detenzione. Claude D., che compirà 50 anni a giugno, è incarcerato dal 2024 agli «Établissements de la plaine de l'Orbe» (EPO).

L'assassinio di Marie aveva suscitato grande emozione in tutta la Svizzera e aveva fatto precipitare il canton Vaud in una crisi istituzionale, segnata in particolare da forti tensioni tra i poteri giudiziario e legislativo.

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