Chirurgia estetica

Chirurgia estetica: i ritocchini sono aumentati del 500% durante la pandemia

Covermedia

11.3.2022 - 16:10

Addominoplastica, liposuzione e mastoplastica addittiva sono in rapida ascesa. Merito dello smartworking che consente alle persone di gestire il decorso post operatorio in gran segreto.

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11.3.2022 - 16:10

Le procedure di chirurgia estetica sono aumentate del 500% durante pandemia causata dal Covid-19.

Addominoplastica e liposuzione, così come la riduzione e l'aumento del seno, sono in rapida ascesa poiché le persone traggono vantaggio dal non vedere i colleghi mentre lavorano da casa, gestendo così il decorso post operatorio in gran segreto.

La clinica Pall Mall Cosmetics, con sede a Manchester, ha dichiarato di aver condotto più di 10.000 operazioni nel 2020: in pole position ci sono le operazioni di riduzione del seno, che hanno visto un aumento del 520%, mentre la mastoplastica addittiva è aumentata del 110%.

Le richieste di liposuzione sono raddoppiate così come quelle di addominoplastica, aumentate del 40%.

Anche per gli uomini si tratta di un momento propizio, visto che le richieste di ginecomastia, che consiste nella rimozione del grasso sul petto, sono aumentate del 115%.

Ecco perché la scelta di operarsi quando si è a casa

Ramachandran Prasad, chirurgo del seno consulente per Pall Mall Cosmetics, ha spiegato al quotidiano The Times perché le persone scelgono di operarsi quando possono stare lontani dalla scrivania in ufficio.

«Le procedure cosmetiche come la riduzione del seno e l'addominoplastica normalmente hanno un tempo di recupero di circa quattro-sei settimane. Per questo le persone tendono a prendersi una pausa dal lavoro per riprendersi, altrimenti non riescono a nascondere gli effetti del decorso post operatorio», ha spiegato.

Anche Dan Marsh, membro del consiglio della British Association of Aesthetic Plastic Surgeons, ha confermato le parole del collega. «Pensavamo che la pandemia ci avrebbe messo al tappeto, ma in realtà siamo stati tutti super impegnati», ha precisato.

«Il motivo principale è che le persone possono riprendersi a casa, non devono prendere un congedo per malattia e nessuno deve saperlo».

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