Salute Ecco come il fruttosio manda in tilt il sistema immunitario

Covermedia

11.12.2025 - 16:00

Anche piccole quantità di fruttosio possono favorire processi infiammatori. Una nuova ricerca dell'Università di Vienna mostra come le bevande zuccherate stimolino eccessivamente la risposta immunitaria.

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Un bicchiere di succo d'arancia a colazione o uno smoothie nel pomeriggio sembrano scelte salutari, ma lo sono solo in apparenza.

Molti di questi prodotti contengono più zucchero di quanto ci si aspetti, e il fruttosio – a lungo considerato una dolcezza «naturale» e quindi innocua – sta rivelando un lato meno rassicurante.

Un team dell'Università di Vienna ha infatti dimostrato che anche quantità modeste di fruttosio possono alterare rapidamente il comportamento del sistema immunitario, favorendo risposte infiammatorie già dopo poche ore. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista «Redox Biology».

Ne basta poco per potenziare la risposta immunitaria

L'esperimento ha coinvolto 36 adulti sani, tra i 20 e i 40 anni, in due prove distinte. In una, il 25% delle calorie quotidiane proveniva dal fruttosio per tre giorni consecutivi, pari a 120-150 grammi al giorno; nell'altra, i partecipanti bevevano nell'arco di un'ora una soluzione con 110 grammi di fruttosio, l'equivalente di un litro di bibita zuccherata.

Si tratta di quantità realistiche, spesso assunte inconsapevolmente attraverso succhi, yogurt aromatizzati o snack industriali. Dopo appena due ore, i livelli di fruttosio nel sangue erano già sensibilmente aumentati.

Il focus della ricerca erano i monociti, cellule immunitarie che identificano e neutralizzano gli agenti patogeni. L'assunzione di fruttosio li rendeva molto più reattivi ai segnali batterici: nel giro di poche ore aumentava di due fino a cinque volte la produzione di molecole infiammatorie come interleuchina-6, interleuchina-1β e TNF-α.

«I nostri risultati mostrano che anche un consumo breve di fruttosio può potenziare la risposta immunitaria e favorire l'infiammazione», spiega la responsabile dello studio, Ina Bergheim.

Effetti anche sul sistema gastrointestinale

Il fruttosio, inoltre, attivava recettori di allerta come TLR2, che normalmente segnalano la presenza di microbi. Se stimolati eccessivamente, questi recettori spingono il sistema immunitario a reagire anche in assenza di una reale infezione.

Parallelamente, il fruttosio riduceva in modo rapido le riserve energetiche delle cellule, dando impulso a un altro regolatore, SP1, che accentuava ulteriormente la risposta infiammatoria.

Quando i ricercatori bloccavano SP1 o l'enzima chiave che metabolizza il fruttosio, l'attivazione immunitaria tornava a livelli normali: una prova chiara che il fruttosio è il motore della reazione.

Lo studio ha evidenziato effetti anche sul sistema gastrointestinale. In modelli cellulari, la fruttosio esposizione aumentava nel giro di 14 ore la quantità di trasportatori GLUT5 nell'intestino – responsabili dell'assorbimento dello zucchero – e amplificava la sensibilità delle cellule immunitarie ai segnali batterici.

Ciò indica che persino le dosi contenute in un succo di frutta o in una merendina possono alterare la comunicazione tra intestino e sistema immunitario.

Un solo bicchiere di succo

L'aspetto più rilevante è la soglia necessaria a innescare questi effetti: non servono quantità elevate. Un solo bicchiere di succo da 250 ml può contenere circa 25 grammi di zucchero, di cui 12 di fruttosio; un litro di bibita zuccherata può arrivare a 45 grammi di fruttosio.

Dosi simili sono state sufficienti per modificare in modo evidente l'attività delle cellule immunitarie. Chi soffre di disturbi metabolici, come diabete o fegato grasso, potrebbe risultare ancora più sensibile.

Ridurre il fruttosio, quindi, non significa rinunciare alla frutta intera, in cui lo zucchero è accompagnato da fibre e nutrienti che ne rallentano l'assorbimento.

Il problema riguarda soprattutto i prodotti industriali e le bevande zuccherate. Limitare bibite, smoothie e tè freddi, leggere con attenzione le etichette e preferire la frutta da mangiare piuttosto che da bere sono strategie semplici ma efficaci.