Allucinazioni intime Ecco come le celebrità sono sfruttate con l'IA in questa truffa a sfondo sessuale

Martin Abgottspon

27.4.2026

Sempre più celebrità sono vittime di presunte avventure sessuali.
Sempre più celebrità sono vittime di presunte avventure sessuali.
Instagram

I feed di Instagram sono invasi da video generati con l'intelligenza artificiale che simulano incontri sessuali con celebrità. Dietro questa ondata di contenuti si nasconde un modello di business studiato nei minimi dettagli.

Martin Abgottspon

Hai fretta? blue News riassume per te

  • I video falsi generati dall'intelligenza artificiale alludono a scene intime con star di fama mondiale per indirizzare gli utenti verso portali erotici a pagamento.
  • La truffa sfrutta l'uso non autorizzato dell'identità di celebrità e modelle reali, creando una concorrenza algoritmica a basso costo.
  • Finora Instagram ha consentito che deepfake non etichettati circolassero in gran parte senza controllo e ha ignorato le richieste di una regolamentazione più stringente.
  • Solo dopo varie sollecitazioni da parte dei giornalisti ha agito, chiudendo alcuni profili.

Lo schermo dello smartphone si illumina. Un selfie scorre sul display: Dwayne «The Rock» Johnson appare rilassato accanto a una giovane donna attraente.

Sopra l'immagine, in lettere bianche, la scritta: «È così che è iniziato tutto».

Poi un taglio. L'atmosfera si fa più carica. Gli stessi volti, ora sudati, il trucco della donna sbavato. «E dopo questo».

Ma l'attore non è mai stato a letto con quella donna.

La scena non è nata in una camera da letto, bensì nei data center di un’intelligenza artificiale.

L'illusione della vicinanza come click bait

Dal dicembre 2025, la piattaforma investigativa «404 Media» osserva una nuova qualità di manipolazione digitale.

Mentre il dibattito sui nudi deepfake generati da Grok è ancora acceso, su Instagram si è affermato un sottogenere diverso: meno basato sulla nudità esplicita e più sull'impatto psicologico di una presunta esclusività.

L'elenco delle vittime assomiglia a un vero e proprio best-of della cultura pop. Tra i nomi coinvolti figurano lo YouTuber iShowSpeed, la leggenda del basket LeBron James e il campione di MMA Jon Jones.

E la tecnologia non si ferma nemmeno alla geopolitica: poco dopo la sua cattura, è infatti circolato un falso video del presidente venezuelano Nicolás Maduro, che lo mostrerebbe a letto con una modella generata dall'intelligenza artificiale.

La meccanica segue uno schema rigido.

I filmati usano spesso la stessa colonna sonora e guidano lo spettatore attraverso una drammaturgia in due atti, dal primo incontro al presunto rapporto.

Indicazioni sull'origine artificiale delle immagini? Nessuna.

La commercializzazione del falso, che diventa un prodotto

Dietro questi account non ci sono fan, ma imprenditori. I video funzionano come una vetrina digitale per i cosiddetti influencer dell'IA, figure artificiali dall'aspetto ingannevolmente realistico.

Chi clicca sui link viene spesso indirizzato verso piattaforme come Fanvue. Il concorrente di OnlyFans è molto più permissivo nei confronti dei contenuti generati dall'IA e offre così un terreno fertile per un modello di abbonamento altamente redditizio.

Qui l'inganno diventa un prodotto.

Gli utenti pagano per interagire con un algoritmo, attratti dal presunto fascino di volti di celebrità utilizzati senza consenso.

Il fatto che vengano copiate anche le identità di vere modelle di contenuti per adulti per alimentare cloni generati dall'IA evidenzia la natura spregiudicata di questa nuova industria.

Gli attori umani si trovano così ad affrontare una concorrenza che non ha bisogno di dormire e non incontra ostacoli legali.

Fanvue è utilizzato anche da molte celebrità reali per autopromuoversi. Alisha Lehmann è una di loro.
Fanvue è utilizzato anche da molte celebrità reali per autopromuoversi. Alisha Lehmann è una di loro.
Screenshot fanvue.com

Il silenzio iniziale di Meta nel far west digitale

Sebbene la qualità delle registrazioni riveli spesso dei difetti a un'analisi più attenta, la credibilità dei contenuti generati artificialmente sta aumentando rapidamente.

Il problema principale è più profondo e riguarda l'atteggiamento dei gestori delle piattaforme.

Meta, la società madre di Instagram, ha finora tollerato la diffusione incontrollata di deepfake non etichettati. Una richiesta di chiarimenti da parte di «404 Media» su questa pratica è rimasta, all'inizio, senza risposta.

Stando a «404 Media», per finire Meta, qualche settimana fa, ha ammesso d'aver avuto difficoltà a gestire questi contenuti, arrivando in alcuni casi a cancellare account che erano, in realtà, spam generato da IA di pessima qualità, ma questo è avvenuto solo dopo essere stata contattata dai giornalisti.

Consentendo la circolazione di queste immagini, Instagram rischia di trasformarsi involontariamente in un banco di prova per il marketing erotico basato sulla violazione dei diritti della personalità.

Alle celebrità coinvolte non è mai stato chiesto il consenso: la loro reputazione viene sfruttata esclusivamente per generare click a beneficio di operatori di dubbia provenienza.