Ecco perché il lifting dei glutei può essere fatale

5.2.2019 - 08:28, rre

Rischiare la vita per essere belle: molte pazienti non ne sono consapevoli.
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Aumentare il volume dei glutei utilizzando il proprio grasso va di moda ormai. Ma l'intervento che presumibilmente dovrebbe migliorare lo stile di vita comporta dei rischi mortali.

La star dei reality Kim Kadashian si è sottoposta a questo intervento e sempre più donne che sognano di avere un fondoschiena molto grande seguono il suo esempio. «Brazilian Butt Lift». Questa è la tendenza discutibile per la quale le donne accettano di farsi aspirare il grasso in eccesso dai fianchi, dall'addome o dalle cosce per poi iniettarlo nel sedere.

Anche l'anglosassone Leah C. non era soddisfatta delle sue forme naturali: allettata da un'offerta a basso costo, la 29enne ha preso un volo per Smirne, Turchia, nell'agosto 2018 per sottoporsi all'intervento presso un ospedale locale. È morta poco tempo dopo.

Cellule adipose nella circolazione sanguigna

Oggi la causa della morte è stata resa pubblica: Leah C. è morta di embolia gassosa: nell'iniettare le cellule adipose precedentemente aspirate e centrifugate, si è andati ad intaccare una vena attraverso la quale le particelle lipidiche sono penetrate nella circolazione sanguigna, ostruendo di conseguenza i rami delle arterie polmonari.

Nonostante tutti i rischi noti, l'intervento gode di una grande e sempre crescente popolarità: solamente nell'anno 2017 sono stati effettuati 300.000 lifting dei glutei in tutto il mondo. Di questi interventi, uno su 3.000 ha un esito fatale.

Non eseguire questo tipo di interventi se impreparati

Il Dott. Volker Rippmann, specialista in chirurgia plastica ed estetica, conosce bene i rischi di questo intervento. Rippmann lavora nello studio di chirurgia estetica Metropolitan Aesthetics a Berlin Mitte e ha appreso il metodo chirurgico da un medico in Brasile.

E no, il suo maestro di vita non è il «Dr. Bumbum», che ha ottenuto una fama di dubbio rispetto dopo aver eseguito interventi di lifting dei glutei all'interno del suo appartamento a Rio de Janeiro. Alla rivista «Der Spiegel», Rippmann dichiara che i medici non dovrebbero «eseguire interventi di cosiddetta chirurgia leggera» se impreparati.

La star della TV americana Kim Kardashian è nota per il suo abbondante lato B frutto di un intervento di chirurgia estetica. 
Dukas

Valutare bene le offerte

Tutti gli interventi invasivi sono rischiosi e il numero di medici poco professionali disposti ad eseguirli è elevato. Se comunque si è intenzionati ad andare sotto i ferri, non si dovrebbe lasciarsi fuorviare da titoli come «chirurgo estetico», «dottoressa di medicina estetica» o «dottore di medicina estetica». Questi titoli, infatti, non dicono nulla sulle qualifiche del medico stesso.

La Società Svizzera di Chirurgia Estetica offre un orientamento in questo senso. L'elenco di medici redatto dalla Società include dottori e dottoresse il cui titolo professionale di «Specialista in medicina plastica, ricostruttiva ed estetica» è garanzia del fatto che abbiano completato gli anni di formazione supplementare.

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