Transizione energetica Energia dal legno: il materiale che immagazzina il sole e produce elettricità

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30.4.2026 - 16:00

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Un team di ricercatori trasforma il legno in un sistema capace di assorbire energia solare, conservarla come calore e rilasciarla anche sotto forma di elettricità.

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L'energia solare è centrale nella transizione energetica, ma ha un limite evidente: si ferma quando il sole tramonta.

Un team della Kunming University propone una soluzione sorprendente: trasformare il legno in un materiale capace di immagazzinare il calore del sole e rilasciarlo in un secondo momento, anche per produrre elettricità.

Lo studio, pubblicato su Advanced Energy Materials, utilizza legno di balsa, scelto per la sua struttura leggera e porosa. I ricercatori modificano il materiale rimuovendo alcune componenti naturali, creando una struttura più aperta, poi arricchita con sostanze che assorbono la luce e la trasformano in calore.

Per trattenere l'energia, il legno viene impregnato con acido stearico, una sostanza che cambia stato con il calore. Quando si scalda si scioglie e immagazzina energia; quando si raffredda la rilascia. Il risultato è una sorta di «batteria termica» naturale.

Le prestazioni sono elevate: il materiale converte oltre il 90% della luce in calore e riesce a immagazzinare grandi quantità di energia. Inoltre, la struttura del legno guida il calore in modo più efficiente rispetto ai materiali tradizionali.

Il vantaggio emerge quando la luce non è più disponibile. Il calore accumulato viene rilasciato lentamente, creando una differenza di temperatura che può essere sfruttata per generare elettricità tramite dispositivi specifici. Nei test, il sistema produce una tensione fino a 0,65 volt anche senza esposizione diretta al sole.

Per renderlo adatto all'uso reale, il materiale è stato reso idrorepellente, resistente allo sporco, con proprietà antibatteriche e con un rischio di incendio ridotto rispetto ad altre soluzioni simili.

L'aspetto più innovativo è l'integrazione: un unico materiale assorbe energia, la immagazzina e la rilascia. Questo semplifica i sistemi e riduce le perdite, mantenendo al tempo stesso la struttura naturale del legno senza processi complessi.

Le applicazioni potenziali sono ampie: edifici, sistemi energetici in aree isolate e dispositivi autonomi. Il materiale ha mostrato stabilità anche dopo numerosi cicli, suggerendo un possibile utilizzo nel lungo periodo.

Per ora si tratta di risultati di laboratorio, ma indicano una direzione chiara: materiali naturali modificati potrebbero rendere l'energia solare più continua, anche quando il sole non c'è.