Eruzioni cutanee: un importante sintomo del Covid

CoverMedia

31.7.2020 - 16:09

Two medical assistants with notes and stethoscope . (CTK Photo/Vojtech Vlk) When: 28 Oct 2009 Credit: Cover Images/CTK **CZECH REPUBLIC OUT,SLOVAKIA OUT**
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I ricercatori del COVID Symptom Study vogliono includere i rash nella lista dei principali sintomi del coronavirus.

Febbre, tosse, difficoltà respiratorie, perdita del gusto e dell’olfatto. Questi i principali sintomi del Covid-19, il virus che dalla fine dell’anno scorso ad ora ha scatenato una vera e propria pandemia globale.

Ma ora i ricercatori dell’università King's College London, creatori della app COVID Symptom Study, sono convinti che anche i rash cutanei facciano parte della lista.

Nel nuovo studio il team britannico ha analizzato 336.000 utenti della applicazione, scoprendo che l’8% dei pazienti di coronavirus ha manifestato anche un’eruzione cutanea, rispetto al 5.4% degli individui risultati negativi al test.

Un ulteriore 8.2%, che ha avuto il rash, non ha fatto il test, ma ha manifestato gli altri tre sintomi principali del coronavirus.

Ancora, una persona su 5 che ha riportato di avere un rash ed è risultato positivo al test, ha avuto l’eruzione come unico sintomo del virus.

Sono tre le tipologie di rash cutaneo studiate dai ricercatori: il primo, in rilievo sulla pelle, si manifesta con prurito su qualsiasi parte del corpo. Il secondo è simile alla varicella, con sfoghi che possono rimanere sulla pelle per giorni o addirittura settimane. Il terzo tipo è quello cosiddetto “Covid toes”, che compare sulle dita di mani e piedi e può assumere un colore rossastro o bluastro.

«Tante infezioni virali possono influenzare la pelle, dunque non ci sorprende vedere che i rash fanno parte dei sintomi del Covid», ha dichiarato la dottoressa Veronique Bataille, leader dello studio. «È importante che la gente sappia che, in alcuni casi, un’eruzione cutanea può essere tra i primi sintomi o anche l’unico sintomo della malattia. Dunque, se notiamo un nuovo rash, dovremmo prenderlo con molta serietà, praticare l’autoisolamento e richiedere il test il prima possibile».

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