Autostima e benessere psicologico Favoritismi tra figli, ecco perché possono lasciare segni per tutta la vita

Covermedia

20.4.2026 - 16:00

La sensazione, da bambini, di essere trattati diversamente rispetto a un fratello o una sorella potrebbe non essere solo un'impressione.
La sensazione, da bambini, di essere trattati diversamente rispetto a un fratello o una sorella potrebbe non essere solo un'impressione.
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Una ricerca a lungo termine mostra come la percezione di essere trattati diversamente tra fratelli possa influenzare autostima e benessere psicologico fino all'età adulta.

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La sensazione, da bambini, di essere trattati diversamente rispetto a un fratello o una sorella potrebbe non essere solo un'impressione.

Uno studio della Arizona State University evidenzia come queste dinamiche familiari siano più comuni di quanto si pensi.

La ricerca, basata sui dati del Wisconsin Twin Project, ha seguito 632 coppie di gemelli per oltre trent'anni, dall'infanzia alla giovane età adulta.

Il risultato è chiaro: i genitori tendono a minimizzare le differenze, mentre i figli le percepiscono in modo molto più marcato. «I genitori riferiscono una lieve preferenza, i bambini ne percepiscono molta di più», spiega la psicologa Kathryn Lemery-Chalfant.

Non conta solo ciò che accade, ma come viene vissuto. Sentirsi meno amati o meno considerati può attivare insicurezze profonde e influenzare il legame con i genitori. «Se si ha la sensazione che un fratello sia più amato, questo incide fortemente sullo sviluppo», aggiunge Lemery-Chalfant.

Le conseguenze possono emergere presto e durare nel tempo: autostima più fragile, maggiore ansia, tendenza al confronto continuo o al ritiro. E alcuni aspetti pesano più di altri. In particolare, le differenze nelle regole e nelle punizioni risultano le più impattanti. «Le disparità nella disciplina erano associate a tutte le forme di difficoltà psicologica», sottolinea la ricerca.

Anche l'attenzione e l'affetto giocano un ruolo chiave: una minore presenza emotiva può rafforzare il senso di esclusione. Ma il quadro è più complesso. I bambini stessi influenzano il comportamento dei genitori. Atteggiamenti più impulsivi o difficili possono generare reazioni più severe, alimentando un circolo reciproco. «I comportamenti educativi negativi sono spesso una risposta a quelli dei figli», osserva la psicologa.

Le ragioni di un trattamento diverso sono raramente intenzionali. Entrano in gioco bisogni individuali, carattere, ordine di nascita o aspettative implicite. Ciò che fa davvero la differenza, però, non è un'uguaglianza assoluta, ma la percezione di equità.

Spiegare le scelte, evitare confronti diretti e dedicare tempo a ciascun figlio sono strategie semplici ma efficaci. Come ricorda la ricerca: «Non esiste un sostituto della buona comunicazione». Perché, nelle relazioni familiari, anche piccole differenze possono lasciare tracce profonde.