Riscaldamento globale Fiumi e clima, la fonte di emissioni che nessuno considera

Covermedia

23.4.2026 - 16:00

I fiumi di tutto il mondo stanno cambiando: si riscaldano, perdono ossigeno e rilasciano quantità crescenti di gas che contribuiscono al riscaldamento globale.
I fiumi di tutto il mondo stanno cambiando: si riscaldano, perdono ossigeno e rilasciano quantità crescenti di gas che contribuiscono al riscaldamento globale.
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I fiumi emettono molte più sostanze climalteranti del previsto: circa 1,5 miliardi di tonnellate in più negli ultimi vent'anni non erano state conteggiate.

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I fiumi di tutto il mondo stanno cambiando: si riscaldano, perdono ossigeno e rilasciano quantità crescenti di gas che contribuiscono al riscaldamento globale.

Una ricerca del Karlsruher Institut für Technologie (Istituto di tecnologia di Karlsruhe, noto come KIT) mostra quanto questo fenomeno sia aumentato negli ultimi vent'anni e perché attività umane e cambiamenti climatici lo stiano accelerando.

Il team ha analizzato l'evoluzione dei fiumi tra il 2002 e il 2022 combinando dati sul campo, osservazioni satellitari e modelli basati su apprendimento automatico.

Il risultato è netto: in questo periodo i fiumi hanno prodotto circa 1,5 miliardi di tonnellate di emissioni aggiuntive, espresse come equivalente di anidride carbonica, legate all'attività umana.

Una quota che finora non era inclusa nei bilanci globali delle emissioni. «Stimiamo circa 1,5 miliardi di tonnellate di emissioni aggiuntive nel periodo analizzato», spiega Ricky Mwanake.

Ma perché i fiumi rilasciano questi gas? Il processo inizia spesso lontano dall'acqua.

Fertilizzanti, sostanze organiche e scarichi urbani finiscono nei corsi d'acqua. Qui i microrganismi li decompongono, consumando ossigeno e producendo gas come anidride carbonica, metano e protossido di azoto, che poi si disperdono nell'atmosfera. Anche le piogge più intense contribuiscono, trasportando ulteriori sostanze nei fiumi.

I dati mostrano una tendenza globale: i fiumi sono sempre più «saturi» di questi gas. In media, i livelli superano di quattro volte l'equilibrio naturale per l'anidride carbonica, mentre per il metano l'eccesso è molto più elevato. Proprio il metano risulta particolarmente sensibile all'aumento delle temperature.

Negli ultimi decenni, la temperatura dell'acqua è cresciuta in media di 0,27 gradi Celsius per decennio, mentre l'ossigeno è diminuito. Può sembrare poco, ma per gli ecosistemi fluviali è significativo. L'acqua più calda accelera l'attività dei microrganismi e trattiene meno ossigeno, alterando l'equilibrio del sistema. «L'ossigeno nei fiumi diminuisce più rapidamente rispetto a laghi e oceani», osserva Mwanake.

Le situazioni più critiche si registrano dove più fattori si combinano: aumento delle temperature, urbanizzazione, agricoltura intensiva e piogge abbondanti. In queste aree, le emissioni e la perdita di ossigeno crescono molto più rapidamente.

Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno utilizzato dati provenienti da oltre mille punti di monitoraggio in diverse regioni del mondo, estendendo poi i risultati a migliaia di bacini idrografici tramite modelli. Pur trattandosi di stime, i risultati sono coerenti con le osservazioni disponibili.

Il messaggio è chiaro: i fiumi non sono solo vittime dell'inquinamento e del cambiamento climatico, ma anche una fonte significativa di emissioni finora sottovalutata. Ridurre l'apporto di fertilizzanti e scarichi, e proteggere gli ecosistemi fluviali, può avere un effetto diretto anche sul clima.

«Proteggere i fiumi significa anche fare protezione climatica», conclude Mwanake.