«FOMO» Ecco perché abbiamo sempre paura di perderci qualcosa

Covermedia

22.1.2026 - 16:00

Agende sovraccariche, notifiche continue e confronto costante alimentano la FOMO, la paura di restare esclusi da ciò che accade. Un fenomeno tipico del nostro tempo che genera stress, insoddisfazione e difficoltà a fermarsi.

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Agende sempre più piene e connessione continua hanno favorito una delle «patologie» non ufficiali dell'era digitale: la FOMO, Fear of Missing Out, ovvero la paura di perdersi qualcosa.

Non inseguiamo più il tempo, ma gli eventi. Riempire le giornate di impegni, esperienze e occasioni da condividere sembra diventato sinonimo di vivere davvero.

I costi, però, sono evidenti. L'accumulo costante di stimoli e appuntamenti favorisce stress cronico, affaticamento mentale e ansia. Le pause, invece di offrire ristoro, generano inquietudine: il timore che altrove stia accadendo qualcosa di più interessante. Così si riparte subito, in un circolo che si autoalimenta.

La FOMO è particolarmente evidente nei giorni in cui più eventi coincidono. Il compleanno di un'amica che si sovrappone a un festival, una festa che cade lo stesso giorno di un matrimonio. Il tentativo di essere ovunque porta spesso a una presenza frammentata: si resta poco in un luogo, già proiettati verso un altro. Il risultato è una sensazione diffusa di insoddisfazione.

Il principale alleato della FOMO è lo smartphone. Sempre a portata di mano, collega costantemente a ciò che non si sta vivendo. Notifiche e aggiornamenti rendono difficile restare nel presente e rafforzano la percezione di esclusione. Non si tratta solo di una questione generazionale. Anche in ambito lavorativo, l'uso continuo del telefono invade riunioni e conversazioni, alimentando una forma di ansia legata al timore di restare tagliati fuori.

Come risposta è emersa la JOMO, Joy of Missing Out: la scelta consapevole di rinunciare a qualcosa. Il medico britannico Danny Penman sottolinea che non è possibile fare tutto e che il benessere passa dal vivere meno esperienze, ma con maggiore intensità. Spegnere il telefono, accettare di non esserci sempre, restare a casa senza sensi di colpa non significa fallire.

Il rischio, semmai, è trasformare anche la rinuncia in una nuova moda. Forse la soluzione è più semplice: smettere di riempire ogni spazio, lasciare margini vuoti nelle agende e concedersi il diritto di rallentare. Perché la FOMO è soprattutto il sintomo di una vita accelerata. E fermarsi, ogni tanto, è l'unico modo per tornare davvero presenti.