Fumare: anche una sigaretta al giorno fa male

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2.2.2018 - 16:10

Source: Covermedia

Il fumo è dannoso per la salute del cuore anche se il consumo di tabacco è limitato.

Il vizio del fumo, si sa, fa male e causa malattie spesso letali, soprattutto per le persone che fumano molto, ma non solo. Secondo una nuova ricerca condotta presso la UCL di Londra (University College London), anche fumare solo una sigaretta al giorno è assai dannoso per la nostra salute.

Il team di ricerca ha analizzato gli effetti del vizio «leggero» attraverso 141 studi sulle condizioni di salute associate al consumo di una sigaretta al giorno, 5, e 20, comparando poi i risultati a quelli dei non fumatori.

Secondo il team, gli uomini che fumavano solo una sigaretta al giorno avevano il 46% in più di probabilità di incappare in una malattia cardiaca e il 41% del rischio di ictus rispetto ai non fumatori, mentre la percentuale aumenta per coloro che fumano 20 sigarette al dì. Per le donne, si tratta rispettivamente del 31% e del 34%.

I ricercatori tengono a precisare che questi risultati possono avere effetti positivi per i tanti fumatori che credono che una sola sigaretta al giorno non sia nociva per la salute. Tutti i fumatori sono esortati a smettere completamente di fumare per ottenere un effetto positivo sulle loro condizioni di salute, piuttosto che ridurre il numero di sigarette fumate quotidianamente.

«Abbiamo dimostrato che una grossa fetta del rischio di problemi coronari e ictus è associata al fumare solo una o due sigarette al giorno», dichiarano i ricercatori nel loro articolo. «Questa probabilmente è una sorpresa per tante persone, ma dietro l’inaspettato aumento del rischio associato ad un consumo così basso di tabacco, esistono meccanismi biologici che lo spiegano».

«Nel vizio del fumo non esiste un livello “sicuro” per la nostra salute cardiovascolare. Smettiamo del tutto invece di ridurre il numero di sigarette fumate ogni giorno, ricorrendo agli aiuti a disposizione ove necessario, per ridurre significativamente il rischio di incappare in queste malattie».

La ricerca è stata pubblicata nella rivista scientifica BMJ.

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