Più si pensa, meno si giudica Intelligenza e morale: un legame inverso?

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22.7.2025 - 16:00

Due studi suggeriscono che l'intelligenza potrebbe attenuare l'adesione istintiva ai valori morali.
Due studi suggeriscono che l'intelligenza potrebbe attenuare l'adesione istintiva ai valori morali.
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Più si pensa, meno si giudica: due studi suggeriscono che l'intelligenza potrebbe attenuare l'adesione istintiva ai valori morali, siano essi tradizionali o progressisti.

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Chi ha un quoziente intellettivo più alto tende ad aderire meno alle convinzioni morali, siano esse di stampo conservatore o progressista.

È quanto emerge da due studi condotti nel Regno Unito, secondo cui esiste un legame tra intelligenza e indebolimento della moralità. Il dato riguarda uomini e donne, senza differenze significative tra i generi.

Oltre 1.300 adulti hanno completato un test sul QI e un questionario approfondito sulle convinzioni morali. Più era elevato il livello cognitivo, più deboli risultavano le posizioni morali in sei aree: dalla purezza alla fedeltà, dall'autorità all'empatia e alla giustizia.

I ricercatori hanno individuato due assi morali: i valori «individualizzanti» (cura e parità) e quelli «vincolanti» (lealtà, obbedienza, purezza). In entrambi i casi, l'intelligenza sembrava ridurre l'adesione incondizionata. Il legame più forte è emerso con l'intelligenza verbale: chi eccelleva in questo ambito tendeva a respingere affermazioni come «Il corpo è sacro» o «Alcune cose sono impure per natura».

Secondo il «Morality Suppression Model», il pensiero analitico sopprime l'intuizione emotiva, base di molte convinzioni morali. In altre parole, chi ragiona molto tende a «sentire» meno. «I nostri risultati suggeriscono che uno stile di pensiero riflessivo indebolisce tutte le fondamenta morali», scrivono i ricercatori.

L'effetto è moderato ma statisticamente rilevante: l'intelligenza spiega tra il 5 e il 6% delle differenze nei punteggi morali, e i dati sono stati replicati in due campioni distinti. Tra le quattro ipotesi testate – nessuna influenza, rafforzamento, potenziamento dei valori progressisti o indebolimento generale – solo quest'ultima ha retto all'analisi.

In sintesi, le persone con intelligenza più elevata mostrano una minore adesione a qualunque forma di moralismo, siano norme religiose, culturali o sentimenti di equità. Più si pensa, meno si giudica – almeno di pancia.