Impatto climatico Larve al posto della carne: ma quanto inquina davvero la «super larva»?

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25.3.2026 - 16:00

Le larve della mosca soldato nera al lavoro.
Le larve della mosca soldato nera al lavoro.
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Le larve della mosca soldato nera trasformano scarti organici in proteine di alta qualità. Ma il loro impatto climatico dipende soprattutto da cosa mangiano.

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Le larve della mosca soldato nera (Hermetia illucens) sono sempre più spesso indicate come un'alternativa sostenibile alla carne.

Ricche di proteine di alta qualità, paragonabili a quelle della soia, hanno un vantaggio chiave: possono crescere nutrendosi di scarti agricoli e residui dell'industria alimentare.

Un potenziale interessante, che però solleva una domanda cruciale: quanto sono davvero sostenibili dal punto di vista ambientale?

A fare chiarezza è una nuova ricerca dell'Istituto di biologia degli animali da allevamento di Dummerstorf, pubblicata sulla rivista scientifica «Bioresource Technology». Lo studio ha analizzato per la prima volta in modo sistematico il rapporto tra alimentazione delle larve, crescita e emissioni di gas serra.

In laboratorio, i ricercatori hanno monitorato gruppi di circa 150 larve, osservandone sviluppo e metabolismo. Durante la fase di crescita più intensa - tra il nono e il sedicesimo giorno dopo la schiusa - sensori specifici hanno registrato continuamente lo scambio di gas, tra cui anidride carbonica, ammoniaca e consumo di ossigeno.

Come ha spiegato il responsabile dello studio, Manfred Mielenz, le emissioni possono essere valutate in modo corretto solo se rapportate alla quantità di proteine prodotte.

Ed è proprio qui che emerge il dato più interessante: il bilancio climatico varia soprattutto in base all'alimentazione. Per produrre un chilogrammo di proteine, le emissioni oscillano da circa 8,8 chilogrammi di anidride carbonica con mangimi meno nutrienti a circa 5,1 chilogrammi con mangimi più ricchi di energia.

In altre parole, più le larve riescono a sfruttare l'energia del cibo, più crescono velocemente e producono proteine in modo efficiente, riducendo le emissioni per unità di prodotto.

Anche dal punto di vista nutrizionale, i risultati sono promettenti. Il contenuto proteico varia tra 288 e 409 grammi per chilogrammo di sostanza secca, valori comparabili a quelli della soia. Tra i grassi, spicca la presenza di acido laurico, noto per le sue proprietà antimicrobiche.

La crescita degli insetti, inoltre, è strettamente legata alla qualità della dieta. Le larve alimentate con mangimi più energetici aumentano la loro massa fino a oltre novecento volte il peso iniziale, mentre quelle nutrite con diete meno ricche si fermano a circa cinquecento volte.

Se confrontate con altre fonti proteiche animali, le larve mostrano un potenziale vantaggio ambientale significativo. A seconda dell'alimentazione, le emissioni risultano dal 15 al 52 per cento più basse rispetto al latte e dal 18 al 53 per cento inferiori rispetto al pollame.

Gli esperti sottolineano però un punto fondamentale: la sostenibilità dell'allevamento dipende in larga misura dal tipo di substrato utilizzato. Con una gestione efficiente delle risorse, le larve della mosca soldato nera potrebbero diventare una delle alternative proteiche più promettenti per il futuro.