Le 10 migliori piante da interno per una buona qualità dell'aria

Kerstin Degen

16.3.2018

Dappertutto in questo periodo si respira un’aria viziata, agevolata dal crepitare dei termosifoni e dal fatto di rimanere chiusi a casa per giorni, condizioni che certo non garantiscono una qualità dell’aria ottimale. Ma c’è una soluzione a tutto questo: le piante da interno non solo risvegliano i primi segni di primavera, ma agiscono anche come filtri naturali per l’aria, assicurano una giusta umidità e ci consentono di respirare di nuovo a pieni polmoni.

Il gelo tiene ben stretta la sua morsa su tutta la Svizzera, il freddo pungente ci fa alzare i termosifoni a palla, si fa cambiare aria solo se davvero necessario e chi non ha nessun impegno fuori casa, non si cura di prendere la dose giornaliera di aria fresca. Queste sono ottime premesse per avere un’aria viziata in casa.

Ma per fare entrare una brezza fresca non basta solo aprire la finestra. Per consentire una qualità dell’aria ottimale, anche dare quel giusto tocco di verde alle proprie quattro mura può fare la differenza, contribuendo a creare un ambiente esotico.

«Filtri per l’aria» naturali con il fascino della giungla

Nell’ora di biologia a scuola abbiamo imparato che le piante rimuovono i veleni dall’aria e possono influenzare i livelli di umidità. Ciò nonostante alcune piante da interno continuano a dover fare i conti con una concezione un po’ antiquata. Ora è il momento di scrollarsi di dosso una volta per tutte questi pregiudizi. Vi presentiamo i «purificatori d’aria» più belli e più efficaci provenienti dal mondo delle piante:

1.     Hedera Helix: l’edera comune

L’edera comune rientra tra i migliori purificatori d’aria. Filtra tutti gli agenti inquinanti, rilasciati sotto forma di formaldeide, benzolo, tricloroetilene e persino ammoniaca; appartiene a quelle poche piante da interno che crescono anche nel nostro territorio.

L’edera comune (Hedera Helix) è la star dei filtri verdi per l’aria. Ma attenzione: per i nostri amici a quattro zampe risulta velenosa e non dovrebbe perciò rientrare tra le piante in possesso dei proprietari di cani e gatti.
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Inoltre si arrampica davvero su tutto, a partire dalle lampade fino ad arrivare ai cavi dell’elettricità: l’edera avvolge tutto quello che incontra sul suo cammino e contribuisce a dare la sensazione di trovarsi nella giungla.

1.     Chamaedorea Seifrizii: la palma di bambù

Dimostra quasi la stessa efficacia la palma di bambù, originaria del Centro America. Deve il suo nome al suo tronco verde con i cerchi chiari che ricordano quelli del bambù. Rispetto all’edera ha il vantaggio di non essere per niente velenosa e si adatta perciò meglio in ambienti in cui sono presenti animali.

Le foglioline spesse della palma di bambù possono essere lunghe fino a 60 cm e sono leggermente piegate. Anche come pianta da appartamento la palma di bambù può diventare molto grande, mentre all’aperto può raggiungere persino i tre metri.
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La palma di bambù ha poche pretese: ha bisogno di poca luce e di poche cure, ma sopporta anche la luce diretta del sole e si adatta perciò bene a essere messa sopra i davanzali e nei giardini d’inverno.

1.     Phoenix roebelenii: la palma da datteri nana

Al contrario della palma di bambù che cresce in altezza, l’apparentemente esotica palma da datteri nana si estende di più in larghezza e arriva ad essere alta solo fino ai 60 o agli 80 centimetri. È considerata particolarmente efficace contro la formaldeide e grazie alle sue grandi foglie garantisce molta umidità nell’ambiente.

La palma da datteri nana proviene dal Sud-est asiatico e cresce soprattutto sulle sponde del fiume Mekong.
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Per essere una pianta tropicale la palma da datteri nana è insolitamente sensibile al freddo. Tuttavia, per consentire una crescita rigogliosa, ha bisogno sempre di acqua a sufficienza e di essere sistemata in un luogo luminoso o in penombra.

1.     Chlorophytum comosum: il clorofito

Il clorofito, originario del Sud Africa, è grazie alla sua semplicità una pianta per interni particolarmente amata. Visto che si trova spesso anche negli uffici, gli vengono attribuiti i soprannomi di «erba del funzionario» o «palma del funzionario».

Il clorofito rientra tra le piante per interni robuste ed è relativamente facile prendersene cura. Non è comunque una pianta noiosa: con un po’ di cura cresce quasi instancabilmente e si propaga copiosamente.
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Il clorofito ha una particolare proprietà benefica, che fa diminuire la concentrazione della formaldeide nei luoghi chiusi. La formaldeide si riscontra ad esempio nella sua forma naturale nei frutti e nel legno, è però anche contenuta nei prodotti per la pulizia e nei tessuti, dove viene usato come disinfettante. Questo gas è prodotto anche dal fumo della sigaretta.

1.     Asplenium: la felce

Le felci con fronde grandi, come la felce a nido d’uccello (Asplenium nidus) o l’Asplenium antiquum, sono considerate degli umidificatori per l’aria particolarmente buoni. Restituendo praticamente tutta l’acqua ricevuta all’ambiente, garantiscono un percepibile miglioramento dell’umidità.

Le felci non filtrano solo gli agenti inquinanti dall’aria, ma sono considerate degli umidificatori molto efficaci.
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Questi due tipi di felci richiedono poca cura. Hanno bisogno di poca luce e prosperano nei luoghi all’ombra, dove altre piante da appartamento temono di stare. L’Asplenium ha origine nelle regioni tropicali e subtropicali, perciò la terra dovrebbe sempre mantenersi leggermente umida e bisognerebbe concederle di tanto in tanto delle nebulizzazioni.

1.     Dracanea: il tronchetto della felicità

Il tronchetto della felicità non è un albero vero e proprio, bensì un organismo a forma di albero con un fusto legnoso. Questa specie di pianta può fare dei veri miracoli per quanto riguarda la filtrazione di agenti inquinanti contenuti nei mobili, nel colore delle pareti e nei tappeti.

Ci sono moltissimi tipi di dracanea, che si differenziano per il colore e le dimensioni delle foglie. In questo caso è da notare che maggiore è la variazione, migliore sarà la qualità dell’aria negli ambienti chiusi.
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Con la giusta cura la dracanea si trasforma in una piccola palma, che conferirà all’ambiente un tocco esotico, dando l’impressione di trovarsi in una giungla. Per questo ha bisogno di molta luce (evitando però il sole pieno di mezzogiorno), una terra costantemente umida (evitando il ristagno) e di essere nebulizzata ogni tanto con acqua tiepida.

1.     Epipremnum aureum: il pothos dorato

Il pothos dorato è originario delle aree tropicali e subtropicali, e ancora oggi si trova a suo agio proprio in presenza di queste condizioni climatiche. Il pothos prospera maggiormente in zone in penombra o luminose.

Il pothos dorato non rinfresca solo l’ambiente. Se si fa radicare in un acquario, le sue foglie rimuovono le sostanze nocive anche dall’acqua dolce.
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Il fabbisogno di acqua varia molto in base alle dimensioni della pianta, ma generalmente è estremamente facile prendersi cura di un pothos. Oltre alle sue proprietà di purificazione dell’aria, pare che la pianta riesca a neutralizzare gli odori e si trova perciò spesso in cucina o in bagno.

1.     Sanseveria trifasciata

Con le sue foglie vigorose e a forma di spada, la sanseveria assomiglia alle piante grasse, ma fa parte in realtà della famiglia delle Asparagaceae. Nei detti popolari viene a volte indicata come «lingua di suocera». Le sue foglie aculee, simili a una lingua, rappresenterebbero la «lingua tagliente» di alcune donne.

La Sanseveria ha bisogno di molta luce. Le foglie oleose garantiscono una maggiore umidità.
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È facile prendersi cura della Sanseveria. Dovrebbe stare in luoghi luminosi e sopporta anche la luce solare diretta. L’aria secca non dà nessun fastidio alle foglie oleose della Sanseveria, ma le permette di garantire una maggiore umidità e di migliorare l’aria nell’ambiente.

1.     Spathiphyllum: lo spatifillo e la gerbera

Chi ne avesse abbastanza di tutto questo verde, può optare per questi due filtri naturali per l'aria molto colorati.

Lo spatifillo è originario delle foreste pluviali tropicali della Colombia e del Venezuela. Benché il suo nome possa sembrare modesto, sfoggia invece un aspetto brillante. Le splendenti foglie verdi e il picciolo bianco appaiono leggiadri ed eleganti. Lo Spathiphyllum dimostra sempre una spiccata vena teatrale: se la terra è troppo secca, le foglie sono rivolte in basso verso la terra, ma poco dopo essere state annaffiate si risollevano, puntando di nuovo verso l'alto. In cambio di una buona cura lo spatifillo garantisce un’aria fresca.

Per chi dovesse trovare tutte queste piante troppo monocolore, lo spatifillo e la gerbera rappresentano delle buone alternative con petali splendenti.
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Gerbera è il nome botanico della pianta ma anche quello usato in italiano comune. La pianta molto colorata splende partendo dal bianco chiaro fino al giallo, all’arancione e al rosa, e dona vita alle vostre quattro mura. Ma attenzione: la gerbera manifesta le sue proprietà purificanti solo se messa in un vaso, perché solo la clorofilla filtra gli agenti inquinanti e restituisce umidità all’ambiente.

1.     Kalanchoe e Impatiens: il talismano della felicità e Balsamina

Queste piante dal nome insolito sono particolarmente adatte per la stanza dei bambini. Tutte e due le specie sono innocue per gli esseri umani, belle da vedere e possiedono proprietà di purificazione.

Questi messaggeri primaverili si adattano particolarmente bene nella stanza dei bambini: Impatiens (a sinistra nella foto) e la Kalanchoe (a destra).
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Inoltre trovano spazio nella camera dei bambini il summenzionato clorofito, la campanula o l'ornamentale cyperus.

Piccola lezione di botanica

Naturalmente non siamo tutti provvisti di «pollice verde». Tuttavia gli interni colorati di verde non solo rallegrano l’ambiente ma anche l’anima. Nella nostra galleria di immagini vi sveliamo 8 consigli su come far prosperare le vostre piante.

Le piante da interno non sono solo belle da vedere, ma è dimostrato che migliorano la qualità dell’aria nei luoghi chiusi.
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Una prova dall’universo

Chi volesse sapere esattamente quali piante possiedono delle proprietà per migliorare l’aria, può dare un’occhiata al «NASA Clean Air Study», pubblicato alla fine degli anni ’80 dall’ente per la ricerca spaziale degli USA. La ricerca fornisce delle informazioni dettagliate in merito alle proprietà di filtrazione degli agenti inquinanti di quasi 30 piante, comunicandone allo stesso tempo la loro tossicità.

Inoltre per una qualità dell’aria ottimale la NASA consiglia di mettere almeno una pianta ogni nove metri quadrati, quindi circa due piante per stanza. Da ricordare è che più grande è la pianta, maggiore sarà la sua azione purificatrice.

La fiera del giardinaggio svizzero: Giardina

La progettazione dei giardini, vista come una vetrina del settore del giardinaggio in Svizzera, è rimasta impressa ben al di là dei confini nazionali: dal 14 al 18 marzo si svolge la ventesima edizione della fiera Giardina a Zurigo. Al centro della mostra di quest’anno, che si concentra sulla vita in giardino, vi è la creazione da parte dei migliori garden designer della Svizzera di grandi giardini in poco spazio, possibile grazie a un ben sfruttato utilizzo della superficie, a una progettazione innovativa dei giardini e a una sistemazione pensata fin nei minimi particolari.

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