SaluteI pesticidi nella frutta compromettono la fertilità maschile
Covermedia
17.11.2025 - 16:00
Un'analisi della George Mason University rivela che anche minime tracce di pesticidi nella frutta e nella verdura possono compromettere la qualità dello sperma, riducendone vitalità e motilità. Gli esperti avvertono: gli effetti si manifestano anche con esposizioni quotidiane.
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17.11.2025, 16:05
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Mangiare frutta e verdura è fondamentale per la salute, ma secondo una nuova ricerca della George Mason University (USA) alcuni pesticidi diffusi potrebbero avere un effetto indesiderato: colpire la fertilità maschile.
Gli scienziati hanno analizzato 21 studi di laboratorio condotti negli ultimi vent'anni e hanno scoperto che i neonicotinoidi, una famiglia di insetticidi tra i più utilizzati al mondo, possono danneggiare la struttura e la funzione degli spermatozoi, anche a dosi molto basse.
Gli spermatozoi sotto attacco Le sostanze più studiate – acetamiprid, imidacloprid e clothianidin – riducono in modo significativo la motilità e la vitalità delle cellule spermatiche. «In alcuni casi abbiamo osservato una perdita di movimento fino al 90%», spiega la coordinatrice della ricerca Sumaiya Irfan.
Oltre a rallentare gli spermatozoi, i pesticidi provocano:
danni alla membrana cellulare, rendendola più fragile;
alterazioni al DNA all'interno del nucleo;
un aumento dei radicali liberi, segnale di stress ossidativo, cioè uno squilibrio che può compromettere la funzionalità cellulare.
Danni anche a dosi quotidiane I ricercatori avvertono che gli effetti si manifestano già a concentrazioni comparabili con quelle che si assumono attraverso una dieta normale.
Poiché i neonicotinoidi sono pesticidi sistemici, penetrano nei tessuti delle piante – dai gambi alla polpa – e non vengono eliminati del tutto nemmeno lavando accuratamente frutta e verdura.
Analisi dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare confermano la presenza di residui in numerosi prodotti importati, nonostante i limiti di legge.
I limiti normativi sotto accusa La coautrice Melissa Perry invita a una revisione urgente delle normative: «I limiti attuali si basano su dati di tossicità acuta, ma trascurano gli effetti a lungo termine sulla fertilità». Gli studiosi chiedono quindi nuove indagini cliniche sull'uomo per capire se le osservazioni di laboratorio si riflettano anche nella popolazione generale.
Gli esperti consigliano alcune precauzioni semplici ma efficaci:
privilegiare prodotti biologici, soprattutto frutti di bosco, uva e verdure a foglia;
lavare e, se possibile, sbucciare frutta e verdura;
evitare l'uso domestico di pesticidi, in particolare se si pianifica una gravidanza.
L'esposizione costante a piccole quantità di pesticidi potrebbe contribuire al calo mondiale della qualità spermatica, un fenomeno già documentato da decenni.
Come sottolinea Perry, «non sappiamo ancora quante persone siano effettivamente a rischio, ma i numeri potrebbero essere molto più alti di quanto immaginiamo».