«Non vai dal medico?» La prevenzione è un tabù per una persona su tre: quando la paura frena la salute

Covermedia

3.9.2025 - 16:00

Uno studio del Max-Planck-Institut rivela che il 30% delle persone preferisce non conoscere eventuali malattie, anche quando una diagnosi precoce potrebbe fare la differenza. A pesare sono stigma, ansia e scarsa fiducia nel sistema sanitario.

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Fare prevenzione può salvare la vita, ma non tutti vogliono davvero sapere.

Un semplice prelievo o la lettura della cartella clinica basterebbero a individuare malattie in fase iniziale, eppure un terzo delle persone sceglie di evitare informazioni sulla propria salute. Lo dimostra un'analisi condotta su oltre 560.000 individui in 25 Paesi dal Max-Planck-Institut für Bildungsforschung.

Il rifiuto di conoscere i propri rischi cresce soprattutto per malattie non curabili: il 41% non vuole sapere nulla dell'Alzheimer, il 40% dell'Huntington. Ma la tendenza riguarda anche patologie trattabili: oltre il 31% evita test per l'HIV, il 29% per il cancro, il 24% per il diabete.

I motivi principali? Paura di stigma sociale, senso di impotenza, sovraccarico informativo e scarsa fiducia nelle istituzioni sanitarie. «La riduzione della fiducia si accompagna a un aumento dell'evitamento delle informazioni», spiegano i ricercatori.

Un atteggiamento che ha costi alti: diagnosi tardive, terapie più complesse, ansia e incertezza per i pazienti. Per la società, più spese e maggiore pressione sul sistema sanitario. La soluzione, sottolineano gli esperti, passa da fiducia, comunicazione chiara e accesso semplificato ai servizi.