«Riposino» pomeridiano: potente come la caffeina

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7.2.2018 - 16:10

Source: Covermedia

Secondo una nuova ricerca, schiacciare un pisolino ha sul nostro organismo lo stesso effetto del caffè.

Ottime notizie per gli amanti della «siesta»: dormire il tanto giusto può darci la stessa energia di una dose di caffeina. Secondo la dottoressa Nicole Lovato, dell’Adelaide Institute for Sleep Health, questa abitudine è tuttavia molto più sana del consumo di caffè, visto che non influenza il livello di sonno della notte, al contrario della caffeina. La ricerca della Lovato indica anche che sonnecchiare dai 10 ai 15 minuti può migliorare significativamente le nostre performance cognitive, l’umore e il senso di allerta. Il suo effetto è immediato al risveglio e può durare ore.

«La nostra ricerca indica che le persone che fanno regolarmente un piccolo riposino nel pomeriggio si sentono più sveglie di quelle che lo fanno solo occasionalmente», ha dichiarato la dottoressa. «Un altro gruppo di ricerca ha scoperto anche che l’apprendimento motorio, dove i percorsi del cervello cambiano in risposta all’apprendimento di una nuova abilità, era molto più sviluppato a seguito di una siesta pomeridiana. I benefici, in generale, sono simili a quelli di chi consuma caffeina (o altre sostanze medicinali stimolanti) ma senza gli effetti collaterali della dipendenza dalla caffeina e senza i problemi di sonno durante la notte».

Il team non raccomanda tuttavia di dormire troppo a lungo.

«Se avete in programma di restare svegli fino a tardi potete dormire fino a un’ora e mezzo», ha continuato la dottoressa Lovato. «Questa è la lunghezza di un normale ciclo di sonno. Sarà intenso per circa un’ora, poi più leggero per mezz’ora. Svegliarsi a questo punto ci darà una sensazione di freschezza e energia».

Ma non solo il «quanto», bensì anche il «quando» dormire è importante: un’altra ricerca, effettuata presso la Washington University di St. Louis, indica che avere sonno in momenti poco opportuni della giornata può essere un campanello d’allarme per un principio di Alzheimer.

«In questo nuovo studio abbiamo rilevato che le persone con un Alzheimer preclinico hanno un pattern di sonno più frammentario, con maggiori periodi di inattività o sonnolenza durante il giorno e più periodi di attività durante la notte», ha dichiarato l’autore dello studio Yo-El Ju.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati nella rivista scientifica JAMA Neurology.

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