Nuovo studioScoperto l'interruttore del cervello che decide se impariamo o andiamo in automatico
Covermedia
10.11.2025 - 16:00
Un nuovo studio rivela come il cervello alterni istantaneamente tra routine e apprendimento grazie all'armonia dei suoi ritmi interni. Un meccanismo che influenza memoria, concentrazione e persino la prevenzione dell'Alzheimer.
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10.11.2025, 16:00
10.11.2025, 16:15
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A volte ricordiamo tutto, altre ci sfugge anche il nome di una persona appena conosciuta.
Il motivo? Il cervello possiede un vero e proprio «interruttore interno» che decide se restare in modalità automatica o passare a quella di apprendimento.
Secondo una recente ricerca internazionale, questo cambio avviene in pochi millisecondi, regolato dal dialogo tra due ritmi cerebrali fondamentali: le onde Theta, lente e profonde, e le onde Gamma, rapide e intense. Il loro equilibrio determina se il cervello deve richiamare ricordi già immagazzinati o elaborare nuove informazioni.
Il cervello come un navigatore
Quando affrontiamo qualcosa di familiare, il cervello «riaccende» la memoria, seguendo percorsi noti. Ma se entra in gioco qualcosa di nuovo, cambia direzione – proprio come un navigatore che ricalcola il percorso davanti a un imprevisto.
Gli scienziati dell'Instituto de Neurociencias UMH-CSIC, tra cui Santiago Canals e Claudio Mirasso, hanno osservato questi meccanismi analizzando l'attività cerebrale di ratti esposti a situazioni note e nuove. Hanno così scoperto che il cervello non cambia mai «stato» in modo rigido, ma lo fa in modo fluido e dinamico, adattandosi a ciò che serve in quel momento.
Ritmi in armonia per una mente più attiva
Quando le onde Theta e Gamma lavorano in sincronia, il cervello è più efficiente: riesce a concentrarsi meglio, a filtrare gli stimoli e ad apprendere più rapidamente. Al contrario, se questi ritmi perdono equilibrio, possono emergere problemi di attenzione, stress mentale o stanchezza cognitiva.
Il primo autore, Dimitrios Chalkiadakis, sottolinea che questo sistema non riguarda solo la memoria, ma anche processi come la decisione, la motivazione e l'attenzione.
Un allenamento anche per la mente
Proprio come l'attività fisica allena il corpo, anche il cervello può essere «allenato» a mantenere i propri ritmi in equilibrio. Tecniche di mindfulness, meditazione, respirazione profonda e una regolare attività fisica aiutano a rafforzare le connessioni neuronali e a stabilizzare i cicli cerebrali.
Questo equilibrio dinamico è essenziale per affrontare lo stress quotidiano, migliorare la concentrazione e prevenire il declino cognitivo. Comprendere come funziona può aprire nuove strade non solo nella ricerca sull'Alzheimer, ma anche nella cura del benessere mentale.