I migliori da rileggere Sébastien Buemi: «Senna era un pilota migliore di Schumacher»

Bruno Bötschi

9.8.2019

Sébastien Buemi a proposito del suo incidente a Silverstone: «Non ho avuto molto tempo per riflettere. Ho cercato di riprendere il controllo dell'auto, ma ben presto mi sono reso conto che non era possibile. Dopodiché ho sperato che l'impatto non fosse troppo violento.»
Sébastien Buemi a proposito del suo incidente a Silverstone: «Non ho avuto molto tempo per riflettere. Ho cercato di riprendere il controllo dell'auto, ma ben presto mi sono reso conto che non era possibile. Dopodiché ho sperato che l'impatto non fosse troppo violento.»
Dutch Photo Agency/Red Bull Content Pool

Il pilota di corsa automobilistica Sébastien Buemi parla del suo violento incidente a Silverstone, delle chance di tornare in Formula 1 e della moltitudine di pulsanti sul suo volante.

Sono quasi le 14.00 nell'ufficio di un'agenzia di relazioni pubbliche zurighese: nel pomeriggio, Sébastien Buemi dovrà fare pubblicità al Red Bull Race Day, che si svolgerà questo week-end all'aerodromo di Granges.

Sébastien Buemi (30 anni) è seduto da solo in una sala riunioni. L'intervista di 30 minuti è stata confermata. Lui abbozza un sorriso quando il giornalista varca la porta. Sembra di buon umore, malgrado la sfilza di cronisti che lo attende questo pomeriggio al ritmo di un'intervista ogni 15 o 30 minuti.

Signor Buemi, oggi facciamo un gioco di domande e risposte: nei prossimi 25 minuti le porrò quante più domande possibili e lei risponderà il più rapidamente e spontaneamente possibile. Se la domanda non è di suo gradimento, dica semplicemente «passo».

Ok.

Come sta?

Molto bene.

Qualche giorno fa ha avuto un violento incidente a Silverstone durante le prove. È uscito di pista a 270km/h nella curva Abbey. Che ricordi ha dell'incidente?

L'auto è andata completamente distrutta. Ho avuto fortuna nella sfortuna, ne sono uscito indenne. Al giorno d'oggi, le auto di Formula 1 sono così sicure che anche in caso di incidente ad alta velocità, i piloti non subiscono quasi nulla.

Cosa le è passato per la testa quando ha sentito che la macchina usciva di pista?

Non ho avuto molto tempo per riflettere. Ho cercato di riprendere il controllo dell'auto, ma ben presto mi sono reso conto che non era possibile. Dopodiché ho sperato che l'impatto non fosse troppo violento.

La sua speranza si è concretizzata?

No. L'impatto è stato violento, anzi molto violento. Per un po' di tempo non sono riuscito a respirare bene.

Sébastien Buemi (qui insieme ai suoi compagni di squadra Kazuki Nakajima e Fernando Alonso) a proposito della corsa di endurance 24 Ore di Le Mans: «La cosa più importante è economizzare le forze fin dal primo minuto.»
Sébastien Buemi (qui insieme ai suoi compagni di squadra Kazuki Nakajima e Fernando Alonso) a proposito della corsa di endurance 24 Ore di Le Mans: «La cosa più importante è economizzare le forze fin dal primo minuto.»
Dutch Photo Agency/Red Bull Content Pool

Conosce già la causa dell'incidente?

La sola certezza è che si è trattato di un problema tecnico, potenzialmente collegato a l'asse posteriore. Sono ancora in corso delle verifiche.

Per un pilota gli incidenti fanno parte dei rischi del mestiere.

È vero. Ma ovviamente speriamo sempre che non ci accada nulla.

Discute con gli altri piloti dei pericoli del vostro sport?

No. Un pilota che ha paura o che non ha fiducia nella sua macchina non può raggiungere i suoi limiti e ha già perso la corsa ancora prima della partenza.

Qual è la velocità massima assoluta che ha mai raggiunto con un'auto da corsa?

Una volta a Monza, in Italia, ho raggiunto i 355 km/h.

In occasione del Red Bull Race Day sull'aerodromo di Granges questo fine settimana, presenterà una Formula 1 della scuderia Aston Martin Red Bull Racing. A quale velocità andrà sulla pista?

Se la pista è abbastanza lunga, supererò i 300 km/h.

Sébastien Buemi sorride completamente disteso. Si direbbe che l'incidente di Silverstone non l'abbia per nulla scioccato. Sembra avere grande fiducia in sé stesso.

È un buon perdente?

No.

Quando ha pianto l'ultima volta?

Un anno e mezzo fa, alla nascita del mio secondo figlio.

Durante la sua vita ha già avuto paura della morte?

No.

Di cosa ha paura?

Da quando sono diventato padre la mia più grande paura è che qualcosa di grave possa accadere ai miei figli.

Ci sono degli animali che le fanno paura?

Non amo molto gli squali. Se so che in acqua ce ne sono non vado a nuotare.

Cosa salverebbe da una casa in fiamme: un gatto o una Formula 1?

Il gatto.

Da quando riesce a distinguere una Mercedes da una BMW?

Mi ricordo del primo titolo di campione del mondo di Michael Schumacher nel 1994. Avevo sei anni. Suppongo che già all'epoca sapessi distinguere le diverse marche di auto per strada.

Sébastien Buemi a proposito del Gran pPremio di Formula E di Berna: «La mia famiglia, che non mi accompagna di solito durante le corse, era invece presente a Berna. Il momento in cui sono potuto salire sul podio con mio figlio Jules è stato indimenticabile».
Sébastien Buemi a proposito del Gran pPremio di Formula E di Berna: «La mia famiglia, che non mi accompagna di solito durante le corse, era invece presente a Berna. Il momento in cui sono potuto salire sul podio con mio figlio Jules è stato indimenticabile».
Keystone

Nel 1994 ha partecipato alla sua prima corsa di kart. Che ricordi custodisce dei suoi inizi?

Mi ricordo molto bene della mia prima corsa. Era una piccola corsa di kart a Osogna, in Ticino. Una corsa difficile. Ero di gran lunga il più giovane sul circuito ed ero lì per imparare. Un anno dopo, alla mia seconda partecipazione a Osogna, ho vinto la mia prima gara di kart.

È vero che si allenava da tre a cinque ore al giorno?

Prima, quando correvo in Formula 1, facevo palestra e allenamento cardio tutti i giorni.

E ora?

Oggi, corro di più, è comunque il miglior allenamento. Sono impegnato nella Formula E, partecipo al campionato del mondo di endurance FIA con il team Toyota e sono collaudatore per Red Bull Racing.

Quali muscoli sono particolarmente importanti per un pilota di Formula 1?

Con una Formula 1, corro molto più veloce che con un'auto del campionato del mondo di endurance. Se ci sono in programma delle prove di Formula 1, nelle settimane precedenti sviluppo i muscoli della parte alta del corpo. Senza un allenamento intenso del collo, sarei sfinito dopo dieci giri.

Quante ore dura una giornata di prove di Formula 1?

Di norma, corriamo dalle 9h alle 12h e dalle 12h alle 18h. Durante questo lasso di tempo faccio circa 100 giri, cioè un po' più di un Gran premio e mezzo.

Ha vinto due volte la 24 Ore di Le Mans, quest'anno e l'anno scorso. Come si prepara alla più celebre corsa di endurance del mondo?

Da gennaio a maggio, svolgo da quattro a sei allenamenti di endurance speciale. Per 30 o 35 ore, siamo sei piloti Toyota a guidare in alternanza per due o tre ore a testa la macchina da corsa. Quest'allenamento mi aiuta molto, in particolare perché ci alleniamo su di un circuito con molte curve, mentre a Le Mans ci sono molti rettilinei.

Cosa fa a Le Mans durante le corse, cioè quando è in pausa?

A Le Mans, la cosa più importante è economizzare le forze fin dal primo minuto. E non parlo solo del fine settimana della corsa. Vado a Le Mans una settimana prima. C'è qualcosa da fare tutti i giorni: corse d'allenamento, appuntamenti con gli sponsor e altro ancora. Se si disperdono troppo le forze si è già stanchi prima della corsa e non si ha nessuna possibilità di vincere.

Buona risposta. Sébastien Buemi ama la velocità. Ma sa anche che per andare ancora più veloce, a volte, è meglio fermarsi un poco.

Come riesce a risparmiare le forze durante la corsa?

Una squadra è composta da tre piloti. Ogni pilota è quindi seduto due volte nella macchina per circa quattro ore e ha una pausa di otto ore tra le due. Mentre i miei due compagni di squadra stanno correndo non ho nessun'influenza sulla corsa. Quindi la maggior parte del tempo, mi eclisso il più velocemente possibile nella mia camera e cerco di riposarmi, magari anche di dormire qualche ora, per poter ricaricare le batterie.

Qual è il suo grado di stanchezza dopo una corsa?

All'inizio, l'adrenalina fa effetto, ma dopo un'ora o due, arriva la fatica: allora ho solo voglia di dormire. Mi ci vogliono due o tre giorni per ritrovare il giusto ritmo e per recuperare in qualche modo.

Sébastien Buemi a proposito di un suo possibile ritorno in Formula 1: «Se ci fosse una possibilità, ci rifletterei certamente con molta attenzione. Ma prenderei in considerazione un mio ritorno in Formula 1 solo se la proposta arrivasse da una scuderia di primo piano».
Sébastien Buemi a proposito di un suo possibile ritorno in Formula 1: «Se ci fosse una possibilità, ci rifletterei certamente con molta attenzione. Ma prenderei in considerazione un mio ritorno in Formula 1 solo se la proposta arrivasse da una scuderia di primo piano».
Keystone

Quale è il circuito di Formula 1 che preferisce?

Spa-Francorchamps.

Quale è il circuito di Formula E che preferisce?

Amo molto Roma. Berna è stato anche formidabile, anche se il circuito era troppo stretto e non era stato adattato a una corsa di Formula E.

Cosa si prova a correre davanti al proprio pubblico?

È semplicemente incredibile. A Berna volevo salire sul podio a tutti i costi e sono stato ancor più contento d'esserci riuscito. La mia famiglia, che non mi accompagna di solito durante le corse, era invece presente a Berna. Il momento in cui sono potuto salire sul podio con mio figlio Jules è stato indimenticabile.

Dal 2009 al 2011 ha corso per la scuderia Toro Rosso in Formula 1. Sogna un ritorno in Formula 1?

Se ci fosse una possibilità, ci rifletterei certamente con molta attenzione. Ma prenderei in considerazione un mio ritorno in Formula 1 solo se la proposta arrivasse da una scuderia di primo piano. Non voglio sembrare arrogante, ma sono attualmente molto contento e ho successo in Formula E, nel campionato mondiale di endurance e come collaudatore.

Più della metà del tempo per l'intervista è passato – abbiamo capito che Sébastien Buemi sa esattamente quello che vuole. E non lo rende antipatico.

Clay Regazzoni o Jo Siffert?

Domanda difficile. Tutti e due erano dei grandi piloti da corsa. Mio nonno conosceva bene Jo Siffert, mi ha parlato molto di lui. Ciononostante, Clay Regazzoni, vice campione del mondo di Formula 1 nel 1974 mi è probabilmente più vicino.

Perché?

Correva ancora quando sono nato.

Ayrton Senna o Michael Schumacher?

Ayrton Senna. Michael Schumacher ha forse vinto molte più corse. Ciononostante, penso che Senna fosse il pilota migliore. Quando è diventato campione del mondo, la situazione di partenza era molto più complicata – (Ayrton) Senna ha dovuto combattere dei duelli accaniti con Alain Prost. Quando (Michael) Schumacher ha vinto dal suo terzo al suo settimo titolo mondiale dal 2000 al 2004, in parte era dovuto al fatto che la sua monoposto era nettamente superiore alla concorrenza.

Se avesse la stessa Formula 1 di Lewis Hamilton, chi vincerebbe la corsa?

Lewis Hamilton sarebbe probabilmente migliore, perché ha molta più esperienza di me con una Formula 1. In Formula E, sarei davanti io. Il contrario sarebbe spiacevole.

La Formula 1 è in crisi da diversi anni. Il numero di spettatori è in diminuzione, sia davanti alla televisione che sui circuiti. Per quale ragione?

Il numero di spettatori sui circuiti è di nuovo aumentato negli ultimi anni. Penso che Liberty Media (ndr: la società di media statunitense che detiene i diritti della disciplina automobilistica regina dal ritiro del britannico Bernie Ecclestone nel 2016) non faccia un cattivo lavoro. In televisione, invece, abbiamo veramente un problema: in Francia e in Inghilterra si può guardare la Formula 1 solo su canali a pagamento. Di conseguenza molte meno persone guardano la Formula 1 oggi. In più spesso sappiamo già molto presto chi sarà il vincitore di una corsa, il che non rende le cose molto appassionanti. Tuttavia, le ultime corse, in particolare, Hockenheim, sono state molto coinvolgenti.

Le corse di Formula 1 si svolgono sempre più raramente su circuiti classici e sempre più spesso in nuovi paesi che non hanno molto a che vedere con lo sport automobilistico, come Abu Dhabi, in Azerbaigian, in Russia o nel Bahrein. La Formula 1 dà troppa poca importanza alle tradizioni?

Devo dire che mi piacciono molto i nuovi circuiti – amo in particolare Abou Dhabi. D'altro canto sarebbe molto spiacevole e anche grave che delle corse tradizionali come Hockenheim fossero soppresse dal calendario.

La Formula 1 è sovra regolamentata? O è il passato a essere troppo romanzato, con veri uomini che non temevano né la morte né le feste?

Oggi, tutto ruota attorno al denaro in Formula 1. I piloti hanno degli obblighi enormi nei confronti degli sponsor – non possono quindi fare delle follie come James Hunt o Clay Regazzoni solo 40 anni fa, sennò perderebbero i loro finanziatori.

Sébastien Buemi a proposito dei cockpit delle auto da corsa: «Magari prima era d'aiuto aver giocato al Game Boy quando eravamo ragazzi. Ma oggi non c'è più quasi nessun pilota che ha giocato alla PlayStation nella sua gioventù».
Sébastien Buemi a proposito dei cockpit delle auto da corsa: «Magari prima era d'aiuto aver giocato al Game Boy quando eravamo ragazzi. Ma oggi non c'è più quasi nessun pilota che ha giocato alla PlayStation nella sua gioventù».
Dutch Photo Agency/Red Bull Content Pool

Quale è la macchina più complicata da guidare? Una Formula 1 o una Formula E?

Di principio una Formula 1 è più difficile da dirigere, ma la Formula E si pilota su un circuito urbano dove i rivestimenti sono ben peggiori che su un circuito automobilistico – cosa che rende la faccenda abbastanza difficile.

I cockpit delle auto da corsa sono pieni di bottoni, di commutatori e di schermi. La generazione PlayStation è avvantaggiata?

Magari prima era d'aiuto aver giocato al Game Boy quando eravamo ragazzi. Ma oggi non c'è più quasi nessun pilota che ha giocato alla PlayStation nella sua gioventù.

In qualità di pilota da corsa, vuole correre il più velocemente possibile. In quale settore della sua vita invece le piace fare le cose lentamente?

Amo la velocità praticamente dappertutto – salvo quando prendo il caffè con mia moglie la domenica pomeriggio. Ma come genitori di due bambini in tenera età, questi momenti di calma oggi sono rari.

Di recente, Sebastian Vettel ha dichiarato in un'intervista rilasciata a Der Spiegel: «Oggi, provo troppo spesso il rimpianto di non potermi fermare e ammirare quello che è stato compiuto».

Il livello di un pilota si misura oggi con il suo piazzamento alla fine dell'ultima corsa. Poco importa il numero di vittorie celebrato prima, appena si fa una brutta corsa le critiche partono subito. Sebastian Vettel subisce anche lui questo fenomeno. È già stato campione del mondo di Formula 1 quattro volte. Quest'anno, ha fatto due o tre brutte corse e qualcuno ha già iniziato a dire che farebbe meglio a ritirarsi. Lo trovo spiacevole e totalmente irrispettoso.

Al di là del successo che cosa le ha dato lo sport automobilistico?

Ho viaggiato molto e ho potuto lavorare con persone incredibilmente appassionanti.

La porta si apre. Un'addetta stampa entra. Il giornalista alza due dita. Ancora due domande. Soddisfatta la donna abbozza un sorriso. Il prossimo intervistatore sta già aspettando. Ultimo rush finale!

Quali persone le ispirano rispetto – per la loro attitudine o per la loro opera?

Quando ero pilota di Formula 1, ho imparato a conoscere meglio Sebastian Vettel e Fernando Alonso. Ho capito perché sono così forti, perché vincono più gare degli altri piloti. Ho visto a che punto le loro vite sono disciplinate. Mi ha fatto molto bene. È per questa ragione che apprezzo molto di far parte da due anni della stessa squadra di (Fernando) Alonso nel campionato del mondo di endurance. In Formula 1, il compagno di squadra è al contempo un avversario, contrariamente a quello che succede nel campionato del mondo di endurance. Questo rende le cose molto più complicate.

È gentile. Un bell'omaggio a Fernando Alonso.

Fra 10 anni gareggerà ancora?

Spero di vincere ancora molte corse e qualche campionato prima di allora. Ma sarò ancora attivo come pilota da corsa? Non ne ho idea. Chi lo sa. Magari sarò ai margini di un circuito di karting e guarderò i miei figli gareggiare.

Per maggiori informazioni sul Red Bull Race Day, il 10 e l'11 agosto a Granges, cliccate questo link.

Il redattore di «Bluewin» Bruno Bötschi intervista regolarmente personalità famose con il gioco domanda-risposta «Bötschi fragt». Bötschi vanta notevole esperienza nelle interviste. Per la rivista «Schweizer Familie» ha seguito per molti anni la serie «Traumfänger». A tal proposito ha posto a oltre 200 persone la domanda: Da bambini si hanno tanti sogni – se ne ricorda? Il libro della serie «Traumfänger» è uscito presso la casa editrice Applaus Verlag, Zurigo. È disponibile in libreria.
Il redattore di «Bluewin» Bruno Bötschi intervista regolarmente personalità famose con il gioco domanda-risposta «Bötschi fragt». Bötschi vanta notevole esperienza nelle interviste. Per la rivista «Schweizer Familie» ha seguito per molti anni la serie «Traumfänger». A tal proposito ha posto a oltre 200 persone la domanda: Da bambini si hanno tanti sogni – se ne ricorda? Il libro della serie «Traumfänger» è uscito presso la casa editrice Applaus Verlag, Zurigo. È disponibile in libreria.
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