Spegnere la paura Ecco come eliminare ansia e stress dal cervello

Covermedia

19.11.2025 - 16:00


Un team dell'Institute for Neurosciences (CSIC-UMH) ha dimostrato che ristabilire l'equilibrio neuronale nell'amigdala può cancellare le reazioni di paura. La scoperta apre nuove prospettive per il trattamento dell'ansia.

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Le ansie e i disturbi da paura colpiscono milioni di persone in tutto il mondo. Farmaci e terapie psicologiche possono aiutare, ma spesso non bastano.

Ora, una ricerca condotta dall'Institute for Neurosciences (CSIC-UMH) dell'Università Miguel Hernández di Elche, in Spagna, suggerisce che la chiave per controllare la paura potrebbe trovarsi direttamente nell'amigdala, il centro emotivo del cervello.

Il team guidato dal neuroscienziato Juan Lerma ha scoperto che la paura nasce da uno squilibrio neuronale in questa area e che ristabilire l'equilibrio può far scomparire l'ansia. Gli esperimenti sui topi hanno mostrato che ripristinare l'armonia tra i neuroni eccitatori e inibitori basta per annullare i comportamenti legati alla paura.

La paura è una questione di equilibrio
Al centro della scoperta c'è il gene Grik4, che regola il recettore GluK4 del glutammato. Quando il gene è iperattivo, i neuroni dell'amigdala diventano troppo sensibili, generando stati di ansia e comportamenti depressivi.

Correggendo questa iperattività nella parte basolaterale dell'amigdala, i ricercatori hanno osservato che gli animali tornavano calmi e sociali. «Abbiamo identificato una popolazione di cellule la cui sola alterazione basta a generare comportamenti patologici», spiega Lerma.

Neuroni «regolari» e «ritardati»: i due volti della paura
Le analisi hanno rivelato due tipi di cellule che agiscono come opposti:

regular firing neurons, che amplificano i segnali di paura;

late firing neurons, che li inibiscono e favoriscono il rilassamento.

Ripristinando il giusto equilibrio tra queste due popolazioni, gli studiosi hanno «spento» la risposta di paura. Nei test comportamentali, i topi si muovevano liberamente e cercavano il contatto con altri esemplari, segni evidenti di riduzione dell'ansia.

Verso nuove terapie per l'ansia
Usando virus terapeutici come vettori, il team ha ridotto l'attività dei recettori iperattivi. Dopo poche settimane, l'attività neuronale nell'amigdala si era normalizzata. «Bastava una semplice correzione per invertire ansia e isolamento sociale», spiega Álvaro García, primo autore dello studio.

Lo studio, per ora limitato a modelli animali, suggerisce però un approccio promettente: agire su circuiti cerebrali specifici anziché sull'intero cervello.