Ricerca Nuovo spiraglio contro i tumori al cervello: così le gocce nasali attivano il sistema immunitario

Covermedia

24.11.2025 - 16:00


Un team di ricercatori statunitensi ha individuato una via totalmente non invasiva per raggiungere il cervello: farmaci in forma di nanoparticelle, somministrati tramite semplici gocce nasali, sono riusciti ad attivare l'immunità locale e a bloccare la crescita dei glioblastomi nei modelli animali.

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I glioblastomi sono tra i tumori più aggressivi e difficili da trattare: crescono rapidamente, sfuggono ai farmaci e resistono alle terapie più avanzate.

Ora, una ricerca della Washington University in St. Louis e della Northwestern University apre un varco inatteso laddove le cure si infrangono da decenni: la strada passa attraverso la narice.

Gli scienziati hanno dimostrato che speciali nanoparticelle, somministrate come comuni gocce nasali, riescono a raggiungere direttamente il cervello attraversando le vie nervose che collegano la cavità nasale al sistema nervoso centrale. Una volta arrivate nel tessuto tumorale, queste particelle attivano il sistema immunitario locale e lo stimolano ad attaccare il glioblastoma. «Volevamo trovare un modo per spingere il cervello a riconoscere e combattere il tumore», spiega il coordinatore dello studio, Alexander H. Stegh.

Il meccanismo alla base è la stimolazione del pathway cGAS-STING, il sistema che rileva la presenza di DNA anomalo e scatena una risposta infiammatoria capace di attirare cellule immunitarie nella zona malata. Tipicamente i glioblastomi sono considerati «tumori freddi»: il sistema immunitario li percepisce appena. Attivando STING, invece, diventano «caldi», più visibili e aggredibili. Nei test preclinici, le cellule tumorali si sono ridotte mentre aumentavano le cellule immunitarie nel tessuto malato.

La svolta più sorprendente è arrivata combinando la terapia con i cosiddetti checkpoint-inhibitor, farmaci che potenziano ulteriormente l'immunità: nei modelli animali, i tumori sono scomparsi e non sono più ricomparsi nel tempo. Un risultato che suggerisce una risposta immunitaria duratura.

Il vantaggio maggiore di questa tecnica è la non invasività: niente interventi chirurgici, nessuna iniezione nel cervello, nessun rischio legato alla violazione della barriera ematoencefalica – che impedisce a molti farmaci di raggiungere il bersaglio. Le gocce nasali aggirano naturalmente l'ostacolo passando lungo il nervo trigemino. E secondo i ricercatori, il trattamento è ripetibile, ben tollerato e privo di effetti collaterali significativi.

La ricerca ha individuato anche una differenza di genere: nei modelli femminili l'attivazione immunitaria è risultata più intensa, confermando che le risposte del sistema immunitario possono variare tra uomini e donne. «Dobbiamo considerarlo quando sviluppiamo nuove terapie», osserva l'autrice Akanksha Mahajan.

Sebbene i risultati siano ancora limitati agli studi su animali, il potenziale è evidente: un giorno, terapie oggi impossibili potrebbero raggiungere il cervello senza interventi invasivi. I ricercatori stanno già ottimizzando le nanoparticelle e progettando i primi passi verso la sperimentazione clinica. Se il percorso si confermerà sicuro ed efficace, le future cure contro i tumori cerebrali potrebbero iniziare... dal naso.