Lifestyle Zeaxantina: il nutriente vegetale che può rafforzare le difese contro i tumori

Covermedia

28.4.2026 - 16:00

Uno studio mostra che la zeaxantina, presente in peperoni e spinaci, può potenziare le cellule immunitarie contro i tumori. Ma le evidenze sono ancora limitate a laboratorio e modelli animali.

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Un nutriente vegetale noto per i benefici sulla vista potrebbe avere un nuovo ruolo nella lotta contro il cancro.

Un team della University of Chicago ha scoperto che la zeaxantina può rafforzare l'attività delle cellule immunitarie che attaccano i tumori.

Lo studio, pubblicato su Cell Reports Medicine, si concentra su questo carotenoide presente in alimenti come peperoni, spinaci e cavolo riccio.

Nei test, la sostanza ha potenziato l'azione delle cellule T CD8, fondamentali per riconoscere e distruggere le cellule tumorali. «Siamo rimasti sorpresi nello scoprire che la zeaxantina ha una funzione completamente nuova e può rafforzare la risposta immunitaria contro i tumori», spiega Jing Chen.

Il meccanismo è diretto: la zeaxantina stabilizza il recettore delle cellule T, la struttura che permette di riconoscere le cellule anomale. In questo modo la risposta immunitaria diventa più rapida e intensa, aumentando la capacità di eliminare il tumore.

Nei modelli animali, l'effetto è evidente: i topi trattati con zeaxantina mostrano una crescita tumorale più lenta rispetto ai gruppi di controllo. Quando i ricercatori eliminano le cellule T CD8, il beneficio scompare, confermando il ruolo centrale di queste cellule.

Un altro dato riguarda la combinazione con le terapie esistenti. Insieme a un trattamento immunoterapico anti-PD-1, la zeaxantina potenzia ulteriormente la risposta contro il tumore. «La nostra ricerca dimostra che un semplice nutriente può affiancare terapie oncologiche avanzate», sottolinea Chen.

Risultati simili emergono anche da test su cellule umane in laboratorio: le cellule trattate risultano più attive contro diversi tumori, tra cui melanoma, mieloma multiplo e glioblastoma.

La zeaxantina è già presente nella dieta ed è utilizzata come integratore per la salute degli occhi. Tuttavia, nello studio è stata somministrata in quantità controllate, diverse da quelle normalmente assunte con l'alimentazione.

Per questo i risultati vanno interpretati con cautela. Le evidenze derivano principalmente da esperimenti in laboratorio e su animali e non è ancora chiaro se lo stesso effetto si verifichi nei pazienti. Serviranno studi clinici per confermare il potenziale terapeutico.

Resta però un dato chiave: una sostanza comune negli alimenti potrebbe aprire nuove strade nella ricerca contro il cancro, agendo direttamente sul sistema immunitario.