Gran Bretagna GB: Spacey alla sbarra di fronte a giuria popolare per molestie

SDA

28.6.2023 - 16:19

L'attore Kevin Spacey, presente in aula per tutta la mattina, nega strenuamente d'aver commesso qualunque reato.
L'attore Kevin Spacey, presente in aula per tutta la mattina, nega strenuamente d'aver commesso qualunque reato.
Keystone

Si è chiusa in tribunale a metà giornata la prima udienza interlocutoria a Londra sulle accuse rivolte dalla giustizia britannica a Kevin Spacey in relazione a una serie di presunte molestie e abusi sessuali gay risalenti a un periodo compreso fra il 2001 e il 2013.

Accuse (rispetto alle quali la star hollywoodiana si proclama innocente) denunciate a distanza di anni sull'onda dell'esplosione del movimento #MeToo; e in parallelo con vicende giudiziarie analoghe emerse in patria, negli Usa, dai cui primi processi Spacey è uscito peraltro assolto.

L'udienza odierna ha avuto carattere procedurale dinanzi alla Southwark Crown Court. Ed è culminata nel giuramento della giuria popolare nella mani del presidente togato della corte, Mark Wall, il quale ha rivolto un appello ai giurati a non farsi condizionare: né dalla «notorietà» del premio Oscar di «American Beauty"' e «I soliti sospetti», ed ex protagonista di «House of Cards»; né dalla «pubblicità» data dai media al caso.

Il giudice Wall, dopo l'illustrazione dei capi d'imputazione contestati all'attore e regista americano (direttore all'epoca dei fatti anche del teatro londinese Old Vic e accusato in tutto da 4 presunte vittime per una dozzina di episodi), ha quindi fissato la prossima seduta per venerdì, quando entrerà nel vivo il dibattito fra gli argomenti della pubblica accusa, rappresentata dalle procuratrici Christine Agnew e Shauna Ritchie a nome del Crown Prosecution Service, e quelli della difesa, affidati al team legale di Spacey guidato dal principe del foro Patrick Gibbs.

Il verdetto non è atteso prima d'un mese.

L'avvocato Gibbs, a margine dell'udienza, ha ripetuto che il suo cliente, presente in aula per tutta la mattina, «nega strenuamente d'aver commesso qualunque reato». E vuole che «la propria innocenza sia riconosciuta, per poter riprendere a vivere la vita» e la carriera di prima.