Spettacolo Giorgio Armani, 13 miliardi in eredità: così sarà diviso l'impero

Covermedia

5.9.2025 - 13:00

Giorgio Armani
Giorgio Armani

Dopo la morte di Re Giorgio, la maison si trova a gestire un patrimonio da oltre 11 miliardi di euro. Niente figli, ma una sorella, tre nipoti e una Fondazione con poteri speciali. Nel testamento anche le regole d'oro per tenere insieme moda, business e futuro.

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Giorgio Armani se n'è andato il 4 settembre 2025, a 91 anni.

Ha lasciato al mondo uno stile che è diventato linguaggio universale del Made in Italy, ma anche un impero economico immenso: tra gli 11 e i 13 miliardi di euro.

Una ricchezza costruita in cinquant'anni, con 8.700 dipendenti e 2,3 miliardi di fatturato annuo, e oggi al centro di un piano successorio che il fondatore aveva scritto nei dettagli.

Niente eredi diretti, niente quote di legittima da rispettare: Armani ha potuto decidere tutto.

I beneficiari sono la sorella Rosanna, i tre nipoti – Silvana, Roberta e Andrea Camerana – e soprattutto la Fondazione Armani, che insieme a manager fidati come Pantaleo Dell'Orco controllerà le leve del potere.

«Il frutto di tanta fatica deve andar avanti, pure senza di me»

Lo statuto della Giorgio Armani spa prevede sei categorie di azioni e un sistema di voti che concentra il comando in poche mani.

Ai soci «forti» spetta la possibilità di nominare presidente e amministratore delegato. La Fondazione, con ogni probabilità, sarà il perno di questo equilibrio, custode del marchio e scudo contro eventuali scalate.

Negli ultimi quattro anni l'impero Armani ha generato quasi 600 milioni di utili. Denaro che, come prevede lo statuto, potrà andare agli eredi sotto forma di dividendi, ma con un tetto prestabilito: una regola pensata per privilegiare la crescita dell'azienda piuttosto che gli incassi personali.

Re Giorgio lo aveva detto: «Il frutto di tanta fatica deve andare avanti, anche senza di me».