Clima

Allarme rosso per la Terra, mai così tanto CO2 in due milioni di anni

SDA

9.8.2021 - 11:20

Dati allarmanti sul cambiamento climatico
Dati allarmanti sul cambiamento climatico
Keystone

Nel 2019, le concentrazioni atmosferiche di CO2 erano le più alte degli ultimi 2 milioni di anni. È quanto emerge dal Sesto rapporto dell'Ipcc (gruppo di scienziati esperti in cambiamento climatico) approvato dai 195 governi dell'Onu. Anche la Svizzera subirà il cambiamento climatico.

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9.8.2021 - 11:20

Le concentrazioni dei principali gas serra (metano e biossido di azoto) erano le più elevate degli ultimi 800.000 anni, si legge ancora nel documento.

Negli ultimi 50 anni la temperatura della Terra è inoltre cresciuta a una velocità che non ha uguali negli ultimi 2000 anni, mentre l'aumento medio del livello del mare è cresciuto a una velocità mai vista negli ultimi 3000 anni.

Tutti i più importanti indicatori delle componenti del sistema climatico (atmosfera, oceani, ghiacci) stanno cambiando a una velocità mai osservata negli ultimi secoli e millenni, affermano gli scienziati ricordando che le emissioni antropiche hanno raggiunto nel 2019 concentrazioni di 410 parti per milione per la CO2 e 1866 parti per miliardo per il metano.

La temperatura media globale del pianeta nel decennio 2011-2020 è stata di 1,09 gradi centigradi superiore a quella del periodo 1850-1900 con un riscaldamento più accentuato sulle terre emerse rispetto all'oceano.

L'Uomo è il colpevole

La parte preponderante del riscaldamento climatico è causata dalle emissioni di gas serra derivate dalle attività umane, ribadisce il Working group I che valuta le nuove conoscenze scientifiche emerse rispetto al rapporto precedente del 2014.

Nei prossimi decenni, dicono gli esperti, un aumento dei cambiamenti climatici è atteso in tutte le regioni. Per le città, alcuni aspetti dei cambiamenti climatici possono risultare amplificati. Tra questi, le ondate di calore, le inondazioni dovute a forti precipitazioni e l'aumento del livello del mare nelle città costiere.

Anche la Svizzera subirà il cambiamento climatico

Fra gli esperti che hanno partecipato alla stesura del rapporto del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), pubblicato oggi, ci sono anche cinque svizzeri. Parallelamente alla presentazione a livello mondiale che si svolge a Ginevra, il testo è stato commentato anche a Berna dall'Accademia svizzera di scienze naturali.

«C'è da aspettarsi che gli eventi meteorologici estremi, come quelli che si sono verificati recentemente in Svizzera e in Germania o che si stanno verificando nell'Europa meridionale, aumentino in futuro. Questi eventi diventeranno più frequenti e più intensi, si afferma nella prima parte del sesto rapporto di valutazione dell'IPCC.

Un team di 234 esperti provenienti da 66 paesi ha valutato lo stato delle conoscenze su basi scientifiche. Grazie a maggiori dati, a una migliore comprensione dei processi fisici e a modelli migliorati, la certezza di molte conclusioni è aumentata notevolmente rispetto all'ultimo rapporto del 2013.

Da allora, i gas serra nell'atmosfera hanno continuato ad aumentare. Tra il 2013 e il 2019, le concentrazioni medie di CO2 sono cresciute di quasi il 5%, il metano del 3,5% e il protossido di azoto (N2O) del 2,5%. «Il rapporto mostra che le concentrazioni atmosferiche di CO2 nel 2019 erano del 47% più elevate che all'inizio dell'era industriale e globalmente più alte che in qualsiasi momento negli ultimi due milioni di anni», ha detto Gian-Kasper Plattner dell'Istituto federale svizzero di ricerca sulla foresta, la neve e il paesaggio (WSL), autore del rapporto IPCC. La temperatura superficiale globale tra il 2011 e il 2020 è stata in media di circa 1,1 gradi Celsius superiore a quella dell'era preindustriale (dal 1850 al 1900). La frequenza e l'intensità delle ondate di calore e degli eventi estremi di precipitazione sono aumentati dal 1950.

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