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Covid devasta mondo lavoro, «prospettive drammatiche per i giovani»

SDA

21.12.2021 - 17:20

Papa Francesco 
Papa Francesco 
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Investire in educazione e lavoro, non nelle armi. E' il 'succo' del Messaggio di papa Francesco per la 55/a Giornata Mondiale della Pace, che ricorrerà il prossimo 1/o gennaio. 

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21.12.2021 - 17:20

«Ai governanti e a quanti hanno responsabilità politiche e sociali, ai pastori e agli animatori delle comunità ecclesiali, come pure a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, faccio appello affinché insieme camminiamo su queste tre strade: il dialogo tra le generazioni, l'educazione e il lavoro. Con coraggio e creatività», richiama il Papa su quelli che ritiene i tre «strumenti per edificare una pace duratura». «E che siano sempre più numerosi coloro che, senza far rumore, con umiltà e tenacia, si fanno giorno per giorno artigiani di pace», auspica.

«Il Covid ha aggravato la situazione del lavoro»

In particolare sul tema lavoro nell'odierno contesto pandemico l'allarme di Francesco è molto serrato e diretto. «La pandemia da Covid-19 ha aggravato la situazione del mondo del lavoro, che stava già affrontando molteplici sfide», afferma. «Milioni di attività economiche e produttive sono fallite – spiega Francesco – i lavoratori precari sono sempre più vulnerabili; molti di coloro che svolgono servizi essenziali sono ancor più nascosti alla coscienza pubblica e politica; l'istruzione a distanza ha in molti casi generato una regressione nell'apprendimento e nei percorsi scolastici». Inoltre, «i giovani che si affacciano al mercato professionale e gli adulti caduti nella disoccupazione affrontano oggi prospettive drammatiche».

Migranti, lavoratori informali

Ma non solo. In particolare, «l'impatto della crisi sull'economia informale, che spesso coinvolge i lavoratori migranti, è stato devastante». «Molti di loro – prosegue – non sono riconosciuti dalle leggi nazionali, come se non esistessero; vivono in condizioni molto precarie per sé e per le loro famiglie, esposti a varie forme di schiavitù e privi di un sistema di welfare che li protegga».

Protezione sociale e violenza

«A ciò si aggiunga – osserva Bergoglio – che attualmente solo un terzo della popolazione mondiale in età lavorativa gode di un sistema di protezione sociale, o può usufruirne solo in forme limitate». E In molti Paesi «crescono la violenza e la criminalità organizzata, soffocando la libertà e la dignità delle persone, avvelenando l'economia e impedendo che si sviluppi il bene comune». «La risposta a questa situazione – aggiunge – non può che passare attraverso un ampliamento delle opportunità di lavoro dignitoso».

Più istruzione meno armi

C'è un altro punto in cui il Papa mette con severità il dito nella piaga. «Negli ultimi anni è sensibilmente diminuito, a livello mondiale, il bilancio per l'istruzione e l'educazione, considerate spese piuttosto che investimenti», osserva. «Le spese militari, invece – denuncia -, sono aumentate, superando il livello registrato al termine della 'guerra fredda', e sembrano destinate a crescere in modo esorbitante». «È dunque opportuno e urgente», rileva Francesco, «che quanti hanno responsabilità di governo elaborino politiche economiche che prevedano un'inversione del rapporto tra gli investimenti pubblici nell'educazione e i fondi destinati agli armamenti». E perseguire «un reale processo di disarmo internazionale non può che arrecare grandi benefici allo sviluppo di popoli e nazioni – avverte -, liberando risorse finanziarie da impiegare in maniera più appropriata per la salute, la scuola, le infrastrutture, la cura del territorio e così via».

Il Messaggio è stato pubblicato oggi dopo che il Pontefice ne ha già consegnato un primo esemplare al presidente italiano Sergio Mattarella durante la visita in Vaticano di giovedì scorso.

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