Allocuzione di CapodannoIl presidente Parmelin: «La Svizzera non è impreparata, guardiamo a 2026 con serenità
SDA
1.1.2026 - 12:15
Il presidente della Confederazione Guy Parmelin
Keystone
Nonostante il protrarsi del conflitto in Ucraina e la recente controversia doganale con gli Usa, la Svizzera «non è un Paese impreparato», è «globalmente felice» e può guardare al 2026 «con serenità».
Keystone-SDA
01.01.2026, 12:15
01.01.2026, 12:21
SDA
È quanto ha affermato il presidente della Confederazione Guy Pamelin nella tradizionale allocuzione di Capodanno.
Le crisi e gli sconvolgimenti dell'ultimo decennio, sommati ai colpi duri che a volte la vita infligge, sono «fonte di comprensibili inquietudini».
«La situazione non va drammatizzata, ma nemmeno sottovalutata», ha detto il consigliere federale vodese. «Guai però a perdere di vista l'essenziale, a ripiegarci su noi stessi».
A suo avviso, il vero motore dell'impegno civile rimane la democrazia diretta. «Non esitiamo ad utilizzarla con energia e costanza» di fronte alle difficoltà e alle preoccupazioni quotidiane quali i costi della salute e i timori per l'alloggio e il pensionamento.
«La Svizzera è un Paese globalmente felice, che vive in pace e sicurezza», ha tuttavia aggiunto Parmelin. Secondo il ministro dell'economia, la Confederazione sa conciliare libertà e responsabilità, prosperità e solidarietà, tradizione e innovazione. «Abbiamo istituzioni sane e stabili, una giustizia funzionante e al riparo da ingerenze, il federalismo è un meraviglioso strumento di identità e prossimità, anche se non sempre è un modello di armonia né di rapidità».
Nella sua allocuzione il Vodese ha poi detto di iniziare il 2026 «con serenità», sottolineando «la qualità dell'insegnamento» elvetico,» l'inventiva della ricerca, l'audacia dell'imprenditoria, il capitale umano e il coraggio».
Parmelin, che assume la carica per la seconda volta succedendo a Karin Keller-Sutter, ha insistito sulla fortuna di vivere in un Paese che vanta «una grande vitalità culturale e artistica, che ha dato al mondo, fra gli altri, Giacometti, Dürrenmatt e Taeuber-Arp e che darà ancora molti altri talenti».
Secondo il neo presidente della Confederazione, ciò «è la riprova di una società viva e fiduciosa, della sua capacità di rinnovarsi, del suo vigore intellettuale, è il segno di un Paese capace di raccontarsi, di interrogarsi e di proiettarsi nel futuro».
Il ministro dell'economia si è infine rallegrato del fatto di poter vivere in «un Paese sovrano, indipendente e solido», prima di augurare a tutti i cittadini, in Svizzera e all'estero, «un felice 2026».
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