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Lutto

Addio a Hulk Hogan, la leggenda planetaria del wrestling

  • Hulk Hogan
  • La leggenda del wrestling Hulk Hogan è morto all'età di 71 anni per arresto cardiaco.
  • Il wrestler dai lunghi capelli ossigenati e i baffi in tinta era nato in Georgia l'11 agosto del 1953.
  • La sua avventura nel wrestling è iniziata quando la famiglia si è trasferita in Florida e le sue performance hanno contribuito a rendere famosi in tutto il mondo gli incontri della World Wrestling Entertainment.
  • Nel 2015 finì al centro di uno scandalo per la pubblicazione di un suo video porno da parte di Gawker Media.

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Hulk Hogan

Immagine: Media Punch/INSTARimages.com

Leggenda planetaria del wrestling ma anche icona del movimento MAGA e un grande sostenitore di Donald Trump: Hulk Hogan, all'anagrafe Terry Gene Bollea, è morto a 71 anni per arresto cardiaco nella sua casa di Clearwater, in Florida.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

24.07.2025, 20:04

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Lutto

È morto Hulk Hogan, la leggenda del wrestling

Volto della cultura pop americana anni '80, con la bandana, i baffi biondi ossigenati a ferro di cavallo e l'urlo «Whatcha gonna do when Hulkamania runs wild on you?» («Cosa farai quando la Hulkamania ti travolgerà?»), Hulk aveva incarnato una figura sopra le righe che aveva travalicato il ring per diventare mito.

Grande fan di Donald Trump, aveva sostenuto da subito col suo fisico imponente il futuro capo della Casa Bianca e all'ultima convention repubblicana si era strappato la maglia di dosso con un gesto per lui iconico.

Nato ad Augusta in Georgia, Hogan aveva iniziato come bassista prima di essere notato da un promoter del wrestling in Florida, dove si era trasferito con i genitori.

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Stati Uniti

Hulk Hogan show, si strappa la canotta per Donald Trump

Dal ring...

Dopo gli esordi in piccole federazioni, aveva raggiunto notorietà mondiale con l'ingresso nella Wwf (oggi World Wrestling Entertainment, la federazione nazionale della disciplina) all'inizio degli anni '80, portando il wrestling professionistico fuori dalle palestre e nei salotti televisivi globali.

Il suo carisma in tv, il fisico scolpito su oltre due metri di altezza e 145 chili, e lo stile teatrale resero Hulk rapidamente una star. Sotto la guida del promoter Vince McMahon, Hogan divenne una vera icona transgenerazionale, il simbolo della Hulkamania anche grazie a incontri leggendari come al WrestleMania I del 1985 che ne consacrò la fama nell'Olimpo dello sport-spettacolo.

Al Madison Square Garden, accanto a Mr. T e con Muhammad Ali come arbitro speciale, Hogan trascinò la WWE in una nuova era, unendo sport, entertainment e nazionalismo in un unico gesto teatrale da cui Trump ha avuto molto da imparare.

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Impensabile

Un altro record di Hulk Hogan fra presente e futuro: ecco quante operazioni ha subito

... alla TV e cinema

Oltre al ring, Hogan divenne un volto familiare anche al cinema e in televisione, recitando in film come «Suburban Commando», «Mr. Nanny» e nella serie «Thunder in Paradise».

Le sue doti di attore lo portarono presto a Hollywood, dove debuttò sul grande schermo interpretando il wrestler Thunderlips in «Rocky III» del 1982.

Sylvester Stallone, che lo avrebbe poi introdotto nella WWE Hall of Fame nel 2005, raccontò che durante una scena in cui si lanciava sulla folla, Hogan mandò quattro stuntman in terapia intensiva.

Una vita non priva di controversie

Figura fissa in talk show, spot pubblicitari e persino in cartoni animati, per molti bambini cresciuti negli anni '80 e '90, Hulk divenne un supereroe in carne ed ossa.

La sua vita privata, però, non fu priva di controversie: un divorzio altamente mediatico, scandali giudiziari e la diffusione di un sex tape da parte di Gawker media lo portarono al centro di polemiche pubbliche.

Culminate nella sua temporanea espulsione dalla WWE nel 2015 e in una azione legale in cui a sostenere la sua causa e le spese legali fu il miliardario Peter Thiel, un altro grande sostenitore di Trump.

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