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Emanuele Filiberto (immagine d'archivio).
Imago
Dall'esilio della famiglia Savoia al futuro della monarchia in Italia. Ospite del podcast di Alessandro Cattelan, Emanuele Filiberto ripercorre alcuni episodi della sua vita, difende il ruolo dei sovrani e si lascia andare anche a una curiosa classifica dei re più celebri della storia.
Emanuele Filiberto di Savoia è tornato a parlare della sua storia familiare e del rapporto con l'Italia durante un'intervista al «podcast Supernova» di Alessandro Cattelan.
Il principe ha ricordato gli anni dell'esilio, ha ribadito la sua convinzione che la monarchia abbia ancora un ruolo nella società e ha raccontato alcuni episodi poco noti della sua vita.
Tra gli aneddoti condivisi, Emanuele Filiberto ha ricordato una missione umanitaria in Kosovo durante la quale il suo aereo fu costretto ad atterrare in Italia. All'epoca, però, il divieto d'ingresso per i discendenti maschi di Casa Savoia era ancora in vigore.
«L'aeroporto era pieno di Polizia e Carabinieri e non potevo nemmeno mettere piede sul suolo italiano», ha raccontato. Ha però precisato di aver visitato il Paese in precedenza in modo non ufficiale, raggiungendo più volte la Sardegna dalla vicina Corsica.
Parlando del nonno Umberto II, l'ultimo re d'Italia, ha sostenuto che la scelta di lasciare il Paese servì a evitare il rischio di una guerra civile.
Secondo Emanuele Filiberto, la monarchia continua ad avere una funzione anche nel mondo di oggi. A suo giudizio, un sovrano rappresenta una figura super partes capace di unire il Paese al di là delle divisioni politiche e religiose.
Il principe ha inoltre osservato che il presidente della Repubblica italiana esercita poteri simili a quelli che aveva il re, ma viene eletto attraverso un processo politico, mentre un monarca, a suo avviso, rappresenterebbe un elemento di continuità e stabilità.
Ha anche affermato che, se oggi si tenesse un referendum, circa il 14% degli italiani voterebbe a favore del ritorno della monarchia.
Guardando al proprio percorso personale, ha detto di percepire un atteggiamento molto diverso rispetto al passato: «Quando sono arrivato in Italia c'era molta ostilità, oggi incontro soprattutto affetto e curiosità».
Durante la conversazione con Cattelan, Emanuele Filiberto ha ricordato anche la sua partecipazione al Festival di Sanremo e un colloquio avuto con alcuni dirigenti Rai, che - ha raccontato - cercavano di rendere quell'edizione particolarmente movimentata.
Il principe ha poi affrontato il tema della memoria storica, spiegando di aver fatto pace con il passato della sua famiglia e auspicando che anche l'Italia possa guardare con maggiore serenità alla propria storia monarchica.
L'intervista si è conclusa con un gioco dedicato ai sovrani più celebri della storia. Tra una classifica improvvisata e l'altra, Emanuele Filiberto ha riservato una battuta anche a re Carlo III, dicendo di nutrire affetto nei suoi confronti, ma di voler attendere ancora prima di giudicarne il regno.
Il primo posto della sua personale graduatoria è andato invece a Michael Jackson, definito senza esitazioni «il re».