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Emilia Clarke
Covermedia
L'attrice ripercorre gli anni segnati dalle emorragie cerebrali, dagli interventi chirurgici e dalla morte del padre. «Pensavo che sarei morta», racconta oggi.
Emilia Clarke torna a parlare dei gravi problemi di salute che hanno segnato la sua vita durante gli anni del successo di «Game of Thrones».
A 35 anni l'attrice ha congelato i propri ovuli, una scelta arrivata dopo due aneurismi cerebrali affrontati a poco più di vent'anni.
In un'intervista al quotidiano The Times, la star britannica ricorda anche il dolore per la morte del padre Peter, scomparso dopo un tumore.
«Ci sono momenti universali nella vita. Io avevo 35 anni quando ho congelato i miei ovuli», ha detto. «Molte donne della mia età fanno la stessa scelta».
Clarke, oggi 39enne, descrive anche il lungo periodo di isolamento seguito a quelle esperienze. «Per anni ho voluto soltanto chiudere la porta di casa e restare nel mio rifugio», ha spiegato. «Ero giovanissima. Ero ingenua».
Il primo aneurisma arrivò nel 2011, subito dopo la fine della prima stagione di «Game of Thrones», la serie che la rese celebre nel ruolo di Daenerys Targaryen. Due anni dopo ne subì un secondo.
L'attrice ricorda quanto il successo improvviso si intrecciasse con la paura costante per la sua salute. «Non conoscevo nulla di questo ambiente», ha raccontato. «Poi arrivò questa lesione cerebrale potenzialmente mortale. Stavo malissimo. Pensavo continuamente di morire».
Parlando del padre, Clarke aggiunge: «La sua morte è stata persino più devastante delle emorragie cerebrali».
Già nei mesi scorsi l'attrice aveva affrontato il tema dei possibili rischi ereditari legati alla sua condizione. Durante il podcast «Dear Chelsea» aveva spiegato: «Sono nata con una debolezza ereditaria delle arterie. Se avessi un figlio, vorrei subito una risonanza magnetica per capire se abbia lo stesso problema».