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Pochi giorni fa, Thew ha pubblicato il suo secondo EP, Vita.
Thew
Riuscire a sfondare nella musica non è facile. Non lo è mai stato. Ma questo non basta sempre a scoraggiare chi cova una passione e sogna di trasformarla in un lavoro. È il caso di Thew, 25enne di Lumino, che pochi giorni fa ha pubblicato il suo secondo EP, Vita. blue News lo ha incontrato per conoscerlo meglio.
Archivio, diario, studio portatile, ma anche vetrina e biglietto da visita. Lo smartphone è diventato uno strumento tanto importante quanto il microfono per ogni artista emergente.
Per conoscere Thew, all’anagrafe Matteo Terraneo, 25enne di Lumino che ha appena pubblicato il suo secondo EP, Vita, si può partire da lì: dallo schermo che tiene in mano ogni giorno.
Per trovare l’origine di Vita bisogna aprire il registratore vocale. Lì c’è la primissima versione ancora grezza della traccia che dà il titolo all’EP.
Un asciugamano su cui sedersi in riva al fiume e una base. È bastato questo per far scattare la scintilla. «Ho trovato una base che mi piaceva un sacco, quindi ho detto: 'Non mi metto a scrivere, sennò perdo il flusso'», racconta Thew.
La canzone, prima di diventare un brano finito, è stata un’intuizione registrata al momento. «Sono attimi in cui mi sento nell’Eden, in cui ho quasi un sesto senso», dice.
Nel suo modo di lavorare c’è rigore, ma anche una resistenza alla disciplina troppo rigida. Ha provato a imporsi una routine classica, per esempio scrivere almeno una strofa al giorno. «Ma non duro più di una settimana. Quando sono nel flusso posso scrivere anche una o due canzoni al giorno, però non devo obbligarmi a farlo».
La regola, semmai, è un’altra: impegnarsi: «È giusto impormi di dedicare del tempo, ma non posso costringermi a scrivere una canzone».
Anche agli inizi, nello studio rudimentale creato a casa, procedeva così. Andava «a cappella» sul microfono fino a trovare un giro buono, poi tornava indietro sulla base e scriveva. Con gli anni il metodo si è allargato: a volte lavora in studio, a volte torna al gesto più istintivo. Ma l’idea resta la stessa.
Su Spotify, Thew sceglie due brani per raccontarsi.
«Un motivo è il me di prima, trascinato dal flusso delle cose. Vita, la traccia che dà il titolo al mio ultimo EP, è invece il me di adesso, con più struttura alle spalle», spiega.
Le due canzoni appartengono a momenti diversi, ma hanno un fondo comune: «Entrambe hanno un velo un po’ malinconico, conscious, che è la mia estensione più naturale».
Per età e sonorità verrebbe spontaneo definirlo rapper. Non sarebbe del tutto sbagliato, ma nemmeno preciso.
«Mi sta un po’ stretta come definizione», dice. Nelle sue canzoni la melodia ha un posto centrale, e anche i temi si muovono altrove rispetto a una certa tradizione del rap, più legata alla durezza urbana, al conflitto sociale e al desiderio di successo trasformato in identità.
Lontano dalla marmaglia delle grandi metropoli, questi argomenti lo toccano meno. «Vivere in Svizzera ti porta ad avere tanti momenti da solo nella natura, il che a sua volta ti conduce all’io», racconta. È proprio l’introspezione a emergere con più forza nella sua scrittura.
Ma in futuro vorrebbe ampliare il registro: «Ora che ho fatto qualche concerto, mi mancano quelle canzoni che facciano saltare il pubblico. Ma l’hard arriverà, sento anche quello nelle mie corde».
Nella galleria dello smartphone, insieme alla natura, compaiono spesso gli amici. Una presenza costante, che talvolta lo ispira con i racconti di quotidianità. «Prendo le misure sulla vita grazie a loro», ci dice.
Poi sbuca qualche video di lui da piccolo, in compagnia della famiglia. Materiale che ha utilizzato nel video di Mi senti?, un'altra delle tracce dell'ultimo EP.
@thewmt Scrivo a te #rapitaliano #thew #perte ♬ audio originale - Thew
E a proposito di famiglia, gli unici legami con la musica sono quelli della mamma, musicoterapeuta, e del fratello, che strimpella qualche strumento nel tempo libero.
La scelta di mettere in pausa il percorso di studi, dopo un bachelor in economia aziendale all’HEG di Friburgo, è stata accolta bene: «Il fattore scuola mi ha aiutato a ottenere credibilità ai loro occhi. Vedono che sto facendo sacrifici, oltre ai primi risultati».
Ai suoi ha presentato questa fase come un investimento a tempo. «Ho detto loro: 'Vivetela come se stessi facendo due anni di master'. Anzi, anche meglio per loro, almeno non devono pagare il mio affitto oltralpe…».
La battuta dice anche qualcosa della sua posizione: Matteo non si racconta come chi ha mollato tutto per un sogno indistinto. Prova piuttosto a dare alla musica una cornice, un tempo e una serietà riconoscibile anche da chi la osserva da fuori.
Dalla galleria si passa alle chat. In particolare a quella con Sneccio, produttore basato a Milano, con qualche anno di esperienza in più e collaborazioni alle spalle anche con artisti come Arti5ive.

Il primo scambio fra Thew e il produttore Sneccio.
Thew
Sneccio è l’artefice delle basi di Vita. I due sono entrati in contatto tramite i social - qui sopra il loro primissimo scambio - e si sono trovati anche sul piano umano: «Da ottobre ad aprile andavo da lui a Milano una volta alla settimana, ogni tanto dormendo per qualche giorno sul suo divano».
Attraverso questa collaborazione, le canzoni sono diventate meno amatoriali e più vicine all’idea che Thew aveva in testa.
C’è poi anche un vantaggio pratico: poter lavorare nello studio di Sneccio gli ha permesso di evitare costi che, per un artista indipendente, possono pesare molto. Affittare uno studio può arrivare fino a 400 euro a sessione, racconta Thew.
Forse quanto la musica, oggi conta il racconto che si costruisce attorno a essa sui social. Thew usa soprattutto Instagram e TikTok, ma non li vive come una parte naturale del suo carattere. «Fosse per me farei l’eremita», dice sorridendo.
Da un lato, un artista che si riconosce nella natura e nell’introspezione. Dall’altro, un ambiente musicale in cui una canzone non finisce quando è pronta: deve diventare un frammento da far circolare tramite post, storie e reels.
@thewmt Ti meriti di stare bene! Fuori ora ovunque, link in bio!✨ #rapitaliano #perte #virale #fyp ♬ suono originale - Thew
Thew è consapevole della contraddizione, ma non ha scelta. «Oggi l’ambiente della musica è saturo. Per emergere bisogna differenziarsi, riuscendo a comunicare chi sei e quello che fai», dice.
Per questo copertine, videoclip e contenuti devono muoversi nella stessa direzione. Collabora con un videomaker e con una persona che cura il color grading, così da mantenere una coerenza visiva nelle pubblicazioni. «Funziona molto a sensazione, ma adesso sono arrivato a creare un mio gusto molto preciso».
«So che non sto facendo una hit estiva reggaeton, che facilmente tutti possono recepire», spiega. «Per far passare il messaggio devo curare ogni dettaglio. Ne sono ossessionato».
Anche per questo, almeno per ora, Thew si muove senza etichetta. «Il rischio di essere ingaggiato subito è che ti venga richiesto di costruire un progetto ad hoc», spiega. «Io invece avevo in testa una visione chiara e volevo mettere le basi per realizzarla».
Questo significa, però, occuparsi di tutto: non solo musica, ma anche comunicazione e pubblicità.

Monitorare le cifre e i risultati delle sponsorizzazioni dei suoi ascolti rientra nelle attività che Thew deve curare. Qui i principali risultati ottenuti su Instagram fra maggio e giugno.
Thew
Fra le cifre più significative, ci spiega, ci sono i dati raccolti su Instagram, Poco tempo fa, una sponsorizzazione da 20 franchi gli ha portato 100 follower. Un risultato non da poco, anche perché non è solo una questione di vanità numerica.
Per un artista emergente, i social sono anche il luogo in cui possono nascere contatti decisivi. È lì, come detto, che ha conosciuto Sneccio. Ed è sempre attraverso i social che ha avuto l’occasione di esibirsi a Sanremo, durante un evento svolto nei giorni del festival.
Il numero di ascoltatori mensili su Spotify — più di 1600, nel suo caso — non è quindi l’unico indicatore. Un vettore di crescita sarebbero le playlist confezionate dalla piattaforma, come «New Music Friday», che appare nella schermata principale di ogni utente. Ma entrarci, da indipendente, è tutt’altro che semplice.
Dietro l’immagine di un giovane artista c’è dunque anche la parte meno romantica, in cui c’è da muoversi fra budget ridotti, promozioni da testare, contatti da costruire e numeri da interpretare senza lasciarsi definire del tutto da essi.
Per quanto il telefono sia centrale, non tutto può però passare dallo schermo. Dopo un’estate di concerti, Thew si sposterà a Milano, quartier generale di molte figure che ruotano attorno alla musica.
«Sono sicuro che dal momento che qualcuno butta una buona parola su di te, la gente ti ascolta in modo diverso». Non parla come chi aspetta solo un colpo di fortuna, ma come chi prova a preparare il terreno perché, se quel colpo arriva, lo trovi già in piedi.
In «Vita» canta: «Brindo alla vita partendo dal dubbio che questa vita reagisca d’impulso». Quando gli si chiede cosa significhi, Thew la spiega così: «La vita tante volte non ti dà tutto subito. Non te lo aspetti e, bam, ti tira uno schiaffo. Oppure, bam, ti dà quello che cercavi».