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L'attore neozelandese Russell Crowe (foto d'archivio).
KEYSTONE
Al Taormina Film Festival Russel Crowe ha presentato il suo nuovo film «La vendetta perfetta - Bear Country», e ha ricevuto un premio alla carriera. L'attore neozelandese ha anche confessato di essere un fan del cantante italiano Ultimo, e che all'epoca delle riprese de «Il Gladiatore» era «fottutamente pazzo».
Sabato il Teatro Antico di Taormina ha ospitato un evento speciale. Come scrive «Sky TG24», Russell Crowe ha presentato in anteprima mondiale il suo nuovo film «La vendetta perfetta - Bear Country».
Durante la serata l'attore premio Oscar ha ricevuto il Taormina Film Festival International Achievement Award. Questo riconoscimento viene assegnato a personalità che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del cinema internazionale.
Il film uscirà nelle sale italiane dal 26 agosto. Si tratta di un crime thriller dal ritmo incalzante che alterna momenti di tensione a scene più leggere.
Sul red carpet l'attore ha fatto una dichiarazione inaspettata. Ha espresso la sua ammirazione per il cantante italiano Ultimo.
«Sono un grande fan di Ultimo, in particolare del suo album Solo. Ha delle bellissime canzoni ed è un artista davvero di grande talento, sia come cantante che come performer», ha dichiarato.
Quando gli hanno fatto notare che Ultimo è tifoso della Roma, l'attore ha reagito con ironia: «È della Roma? Lo scuso, lo perdono. Va bene così, la sua musica va ben oltre la sua squadra di calcio», ha scherzato.
L'interprete del «Gladiatore». è infatti un noto simpatizzante della Lazio, storica rivale della Roma: «Forse avrei dovuto menzionare Lucio Battisti... ma mi piace davvero moltissimo la musica di Ultimo».
«Duettare con lui? Forse è troppo cool per un vecchio come me, ma mi piace davvero moltissimo la sua musica», ha concluso sorridendo.
Nell'incontro con il pubblico prima del red carpet, come riporta l'ANSA, Crowe è anche tornato a parlare de «Il Gladiatore»: «Abbiamo girato Il Gladiatore nel 1999, fu per me un po' uno shock trovarmi sul set di Ridley Scott e sperimentare la vastità della scala: c'erano letteralmente centinaia di cavalli, dozzine di catapulte, seicento o settecento soldati romani, trecento o quattrocento soldati barbari».
E ha aggiunto: «Sono stato colpito allora in faccia con un'ascia, non è stata un'esperienza interessante, ma la conclusione è che amo questo lavoro. E questa è la cosa più importante».
L'attore ha anche ammesso che per la pellicola non ha quasi mai usato lo stuntman: «Ero allora fottutamente pazzo». Inoltre durante le riprese, ha continuato, ci furono molte pressioni «da parte dello studio o dei produttori per includere scene di sesso tra Massimo e personaggi femminili».
«Ho sempre rifiutato, sostenendo che la storia era incentrata su un uomo che vendicava la morte di sua moglie e suo figlio. Così non era il caso che in quel viaggio si fermasse per fare sesso con qualcuno», ha affermato Crowe, sostenendo che per questo il sequel ha fallito agli incassi.