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Sayf si è classificato secondo all'ultimo Festival di Sanremo con il pezzo «Tu mi piaci tanto».
KEYSTONE
Gli studenti del Liceo Classico di Modica chiedono aiuto al loro idolo per evitare l'interrogazione: la docente risponde con ironia.
La hit «Tu mi piaci tanto», giunta al secondo posto al Festival di Sanremo 2026, ha reso Sayf l'idolo indiscusso di un'intera generazione di adolescenti italiani. Oltre ai palchi e alle classifiche, il cantante si è ora ritagliato un ruolo inaspettato: quello di salvatore della IV B del Liceo Classico di Modica.
Tutto ha inizio da un'idea originale degli studenti. Dopo un week end intenso e con l'ansia per l'interrogazione di lunedì, come riporta il magazine «Chi», i ragazzi hanno deciso di rivolgersi direttamente al loro beniamino. Sayf ha accolto la richiesta senza indugi e ha accettato di fungere da portavoce per la classe.
Il video, registrato a bordo della sua auto, ha fatto il giro del web in poche ore. Il cantante si rivolge direttamente alla professoressa Teresa con queste parole: «Buonasera professoressa Teresa, io le mando questo messaggio in soccorso alla IV B di Modica che le chiede per favore in ginocchio di non interrogarli lunedì perché sono tutti esauriti. Quindi per favore abbia pietà se vuole concedere questa grazia ai ragazzi di interrogarli la settimana prossima, due settimane dopo o di dare una sufficienza così, sulla fiducia, grazie buona giornata».
@garden_nico #perte #Sanremo2026 #sayf #fyp prof lo ascolti 🙏 #modica ♬ Peer Gynt Suite, Morning mood - AllMusicGallery
La clip ha raccolto immediatamente commenti e condivisioni da ogni parte d'Italia, trasformando una richiesta locale in un fenomeno nazionale.
L'episodio ha avuto un lieto fine. Come riporta «La Sicilia», la professoressa Teresa ha accolto l'iniziativa con spirito aperto e ironico.
«Sono entrata facendo finta di essere arrabbiata, ma era solo un gioco. Devo dire che ho apprezzato il loro spirito d'iniziativa: parlano sempre di problem solving, di competenze… E loro una soluzione l'hanno trovata eccome. Certo, potevano chiedermelo direttamente e avrei detto di sì: non ho nessuna voglia di vedere alunni 'esauriti', come si sono definiti. Preferisco sempre il dialogo, il confronto. Non possiamo pensare che i ragazzi debbano comportarsi come eravamo noi: dobbiamo anche andare incontro alle loro modalità».
La docente ha poi spiegato la scelta degli studenti: «Hanno scelto Sayf perché in lui hanno visto il portavoce perfetto delle loro richieste. E devo ammettere che mi hanno fatto ridere, tanto. Ancora oggi rido».