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Spettacolo

Taylor Swift citata in giudizio: la battaglia sul marchio «Showgirl»

Taylor Swift

Taylor Swift

Covermedia

Una performer accusa la popstar di aver oscurato il suo brand con il titolo dell'album «The Life of a Showgirl». Nel mirino soprattutto il merchandising legato al progetto.

Redazione blue News
Covermedia

Redazione blue News, Covermedia

31.03.2026, 09:40•31.03.2026, 09:45

Taylor Swift finisce al centro di una causa per violazione di marchio: una showgirl di Las Vegas, Maren Wade, la accusa di aver compromesso la visibilità del proprio brand con il titolo del suo ultimo album.

La denuncia, depositata lunedì e ottenuta da Billboard, sostiene che «The Life of a Showgirl», dodicesimo album in studio della cantante, avrebbe oscurato un marchio già esistente: «Confessions of a Showgirl».

Dal 2015 Wade detiene infatti il marchio «Confessions of a Showgirl», legato a uno spettacolo di cabaret itinerante che racconta in chiave ironica le avventure di un'intrattenitrice contemporanea.

Secondo la performer, la somiglianza tra i due titoli avrebbe danneggiato la sua proprietà intellettuale, favorendo inevitabilmente il progetto molto più visibile della popstar.

In precedenza, Swift aveva tentato di registrare il titolo dell'album come marchio, ma la richiesta era stata respinta dall'ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti perché troppo simile a un brand già esistente.

Wade sostiene di essere stata la principale vittima di questa sovrapposizione, dichiarando che la nuova era artistica della cantante ha «minacciato di inghiottire» la sua attività, di dimensioni decisamente più ridotte.

La causa per violazione di marchio e concorrenza sleale è stata intentata non solo contro Swift, ma anche contro la sua società TAS Rights Management, Universal Music Group e la divisione merchandising dell'etichetta, Bravado.

La richiesta include un risarcimento economico non specificato e un'ingiunzione che impedisca la vendita di prodotti legati a «The Life of a Showgirl», tra cui abbigliamento, articoli per bevande, candele e spazzole per capelli.

Le contestazioni si concentrano esclusivamente sul merchandising associato all'album, e non sulla musica in sé. La stessa Wade precisa infatti di «rispettare il diritto di Swift all'espressione creativa» come artista.

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