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Tyra Banks
La creatrice di «America's Next Top Model» Tyra Bansk accusa il documentario di Netflix dedicato al reality di aver distorto le sue dichiarazioni e danneggiato la sua reputazione.
Tyra Banks porta Netflix in tribunale.
La conduttrice e produttrice accusa il documentario «Reality Check: Inside America's Next Top Model» di aver ricostruito in modo fuorviante alcuni degli episodi più controversi legati al reality.
Le accuse sono contenute negli atti depositati negli Stati Uniti e non sono state accertate in tribunale.
Secondo quanto riportato da «People», Banks aveva accettato di partecipare al progetto per affrontare apertamente successi e criticità del programma.
L'ex top model sostiene di aver registrato un'intervista di oltre tre ore, della quale sarebbero stati utilizzati soltanto circa 16 minuti nella versione finale.
La 52enne afferma che le sue dichiarazioni siano state private del contesto originale e riassemblate per costruire una narrazione falsa e diffamatoria.
Tra le contestazioni principali c'è l'immagine di una persona che avrebbe ignorato un presunto caso di aggressione sessuale ai danni di una concorrente e sfruttato quel trauma per aumentare gli ascolti.
Secondo la causa, si tratterebbe di una «completa fabbricazione» diffusa a milioni di spettatori attraverso la piattaforma streaming.
Banks contesta anche la presenza delle dichiarazioni dell'ex giudice Miss J. Alexander, che nel documentario afferma di non aver ricevuto visite dalla conduttrice dopo il suo ictus.
Gli atti sostengono che quel passaggio sia stato presentato senza ricordare che Alexander viveva in Australia da circa due anni e mezzo.
«America's Next Top Model» è andato in onda dal 2003 al 2018 per 24 stagioni e ha lanciato figure come Winnie Harlow, Yaya DaCosta e Leila Goldkuhl.
Netflix non ha ancora commentato pubblicamente la causa.