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Le password forti sono più importanti che mai nell'era dell'intelligenza artificiale.
I criminali informatici non devono quasi sforzarsi. Una nuova analisi rivela quanto sia scarsa la sicurezza informatica delle persone. Il rischio maggiore è la comodità.
Il portale di cybersicurezza «Cybernews» ha analizzato oltre 19 miliardi di password rubate dall'aprile 2024. Il risultato è allarmante: solo il 6% erano veramente uniche. Il resto era un banchetto per gli attacchi automatici.
L'analisi mostra che il 42% di tutti gli utenti utilizza password con otto-dieci caratteri. Questo corrisponde alla lunghezza minima richiesta da molte piattaforme. Tuttavia, solo pochissime di queste sono composte da una combinazione di caratteri speciali o da combinazioni più complesse.
Di conseguenza, gli attacchi a forza bruta, ovvero la verifica sistematica delle password da parte degli hacker, rimangono spaventosamente efficienti.
Nonostante decenni di ricerche, le password assurdamente semplici continuano a dominare la classifica dei peggiori login.
Al primo posto: «1234», riscontrata in oltre 727 milioni di casi. Seguono «123456» (338 milioni), «password» (56 milioni) e la parola universale «admin» (53 milioni).
Queste password non sono barriere per gli hacker, ma inviti. Possono essere decifrate in pochi secondi con i mezzi più semplici, anche dai meno esperti.
C'è sempre stato qualche progresso. Rispetto al 2022, la percentuale di password complesse - cioè con lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli - è aumentata dall'1 al 19%.
Ma come si può creare una buona password senza conoscenze crittografiche o acrobazie mentali? Di norma, sono sufficienti due approcci. O lunga e semplice.
In altre parole, password con più di 25 caratteri, composte da diverse parole facilmente memorizzabili. Oppure brevi e complesse: di almeno dodici caratteri, composti da lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali.
Per l'uso quotidiano si raccomanda anche l'utilizzo di gestori di password. Questi creano combinazioni forti, le memorizzano e riducono la tentazione di utilizzare più volte la stessa.