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Un team internazionale individua per la prima volta una «zona di transizione» attorno a una giovane stella: è qui che il gas rallenta e si trasforma nella struttura da cui nasceranno i pianeti.
I pianeti nascono da gas e polveri che ruotano attorno a stelle giovani, ma un passaggio fondamentale di questo processo è rimasto a lungo poco chiaro.
Ora uno studio guidato dalla Università di Innsbruck aggiunge un tassello decisivo: tra il gas in caduta e il disco protoplanetario esiste una vera e propria zona di transizione.
L'osservazione arriva dal sistema stellare L1527 IRS, dove gli scienziati hanno individuato per la prima volta un'area in cui il materiale rallenta gradualmente prima di entrare in orbita stabile. I risultati sono pubblicati su The Astrophysical Journal.
«Vediamo per la prima volta in dettaglio come il materiale che cade verso la stella si organizza in una struttura ordinata», spiega l'astrofisico Eduard Vorobyov. Il processo, sottolinea, non è affatto improvviso: il gas modifica lentamente velocità e direzione fino a formare il disco in cui nasceranno i pianeti.
Questa regione, chiamata «Envelope-Disk Transition Zone» (ENDTRANZ), rappresenta il punto in cui il materiale cambia comportamento. Nel caso di L1527 IRS, situato a circa 450 anni luce dalla Terra, la zona si estende per circa 16 unità astronomiche e segna il passaggio tra caduta e rotazione.
Le osservazioni raggiungono un livello di precisione senza precedenti: è possibile distinguere strutture fino a poco più di 2 unità astronomiche e misurare i movimenti del gas con grande accuratezza. I dati mostrano che il materiale perde gradualmente velocità – fino al 70-90% – prima di stabilizzarsi nel disco.
Anche le simulazioni confermano questo scenario. Partendo da una nube di gas simile al Sole, il modello mostra la formazione di un disco in circa 22.000 anni, seguito da una crescita progressiva.
Un ruolo centrale lo gioca la gravità, che redistribuisce il momento angolare all'interno del sistema. «La zona di transizione nasce proprio da questa riorganizzazione di massa e movimento», spiega l'astrofisica Indrani Das.
Il dato più sorprendente riguarda proprio il modo in cui avviene il passaggio: non esiste un confine netto, come si pensava. Il gas non si ferma bruscamente, ma rallenta gradualmente lungo un'area estesa.
Una scoperta che cambia la comprensione della nascita dei sistemi planetari e offre un'immagine molto più dinamica e complessa di come, da una nube di gas, possano emergere mondi.