blue News Logo
  • Mondiali 2026
  • Svizzera
  • Mondo
  • Intrattenimento
  • Sport
  • Calcio
  • MyTech
  • Flash 24 ore
blue News Logo
  • Mondiali 2026
  • Svizzera
  • Mondo
  • Intrattenimento
  • Sport
  • Calcio
  • MyTech
  • Flash 24 ore
blue NewsSvizzeraMondoBorsa-EconomiaNews-TickerSportCalcioDigitaleIntrattenimentoBenessere & LifestyleMeteoOroscopoVideo
CarrieraLavorare in blueJobs
blue+blue Sportblue Premiumblue Video
Clienti privati SwisscomMobileInternetTVAbbonamento combinatoDispositiviAiuto & SupportoSwisscom Community
Accesso direttoE-mail LoginmySwisscomSwisscom ShopsmyAimyCloudblue TV Player
blue News
SvizzeraMondoBorsa-EconomiaNews-TickerSportCalcioDigitaleIntrattenimentoBenessere & LifestyleMeteoOroscopoVideo
Carriera
Lavorare in blueJobs
blue+
blue Sportblue Premiumblue Video
Clienti privati Swisscom
MobileInternetTVAbbonamento combinatoDispositiviAiuto & SupportoSwisscom Community
Accesso diretto
E-mail LoginmySwisscomSwisscom ShopsmyAimyCloudblue TV Player
PubblicitàNote legaliProtezione dei datiImprontaLinee guida editorialiblue News AppFAQ
DEFRITEN
DEFRITEN
HomeFreccia a destraBenessere & Lifestyle

Trovato un errore?

Segnalalo ora

Lanciato l'allarme

Il Reno si scalda: entro il 2100 le acque potrebbero essere più calde di 4 gradi

Una nuova analisi tedesco-olandese lancia l'allarme: la temperatura del Reno continua a salire a causa del cambiamento climatico. Le conseguenze colpiscono l'ecosistema, la fornitura d'acqua e settori chiave come agricoltura, industria e trasporti.

Redazione blue News
Covermedia

Redazione blue News, Covermedia

15.07.2025, 16:00•15.07.2025, 16:30

Il cambiamento climatico non è un rischio futuro per il Reno: è una realtà già in corso.

Negli ultimi decenni, la temperatura delle sue acque è aumentata costantemente, soprattutto nella zona a sud, intorno a Basilea, dove si registra un incremento medio di circa 0,4 °C ogni dieci anni. E secondo una nuova analisi condotta dalla Bundesanstalt für Gewässerkunde (BfG) e dall'istituto olandese Deltares, questo riscaldamento è destinato a peggiorare.

Le proiezioni modellate nell'ambito della Commissione internazionale per la protezione del Reno (IKSR) indicano che entro il 2100, in base allo scenario climatico considerato, le acque del fiume potrebbero risultare fino a 4,2 °C più calde rispetto al periodo di riferimento 1990-2010. Una trasformazione drastica, che potrebbe cambiare profondamente il volto del fiume più importante d'Europa.

A rendere ancora più evidente il rischio sono i dati sulle temperature estreme: entro la fine del secolo, si potrebbero registrare fino a 50 giorni all'anno con acque sopra i 25 °C e oltre 100 giorni con temperature superiori ai 21,5 °C, mentre i giorni con temperature inferiori ai 10 °C caleranno drasticamente. Tutto questo avrà un impatto diretto sulla vita nel fiume. Con meno ossigeno disponibile, diverse specie ittiche, come la sensibile e già minacciata äsche (una trota di fiume tipica delle acque fredde), potrebbero scomparire. Al contrario, specie più resistenti al calore, come il siluro, troveranno condizioni ideali per proliferare, alterando l'equilibrio ecologico del fiume.

Ma non è solo la natura a pagare il prezzo. Le ricadute riguardano anche la nostra quotidianità. Molte industrie che utilizzano l'acqua del Reno per il raffreddamento saranno costrette a ridurre la produzione o addirittura fermarsi nei periodi di caldo estremo. Gli agricoltori rischiano di perdere una risorsa essenziale per l'irrigazione. E la navigazione fluviale, già oggi colpita da livelli d'acqua troppo bassi, potrebbe subire ulteriori interruzioni. Con meno acqua disponibile, le navi non possono essere caricate completamente, rallentando i trasporti e facendo lievitare i costi.

Il Reno è molto più di un corso d'acqua: rifornisce circa 30 milioni di persone con acqua potabile, è un'arteria logistica cruciale e svolge un ruolo chiave per l'industria e la produzione energetica. Se la sua temperatura continua a salire e la disponibilità d'acqua a scendere, interi sistemi economici e sociali rischiano di entrare in crisi.

Per questo, secondo gli esperti della IKSR, le risposte non possono limitarsi a interventi locali. Serve una strategia condivisa tra gli Stati attraversati dal fiume, basata su dati concreti, coordinamento e pianificazione a lungo termine. Solo così sarà possibile proteggere, anche in un futuro più caldo, quella che oggi è una delle risorse vitali più preziose dell'Europa centrale.

Altro su questo argomento

Mercato immobiliare
Mercato immobiliare

I prezzi di case in proprietà continuano a salire in Svizzera

Letteratura

Lo scrittore Michele Mari vince il Premio Strega

Piscine chiuse per questi insetti
Piscine chiuse per questi insetti

Sempre più segnalazioni: la forte presenza di processionarie preoccupa gli esperti. Ecco cosa si sa e a cosa fare attenzione

In Irlanda da 20 anni
In Irlanda da 20 anni

Ecco come una breve vacanza si è trasformata nel sogno di una vita per la famiglia Kündig

I più letti

1Dzemaili e il leggendario colpo di testa sul palo: «Mi è crollato il mondo addosso»
2Esplosione a Leontica, trovati resti umani tra le macerie
3Svizzera contro Argentina: ecco quali sono le previsioni dei grandi scommettitori
4Romario spara a zero su Carlo Ancelotti: «Lo manderei all'inferno, gli straccerei il contratto»
5Campaz sotto minaccia dopo l'eliminazione con la Svizzera: non torna in Colombia
Il Reno si scalda: entro il 2100 le acque potrebbero essere più calde di 4 gradi