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Il trend del «fibremaxxing» spopola su TikTok, ma l'eccesso di semi di chia e altri alimenti ricchi di fibre può causare problemi digestivi. La nutrizionista Brenda Madole spiega i rischi e offre consigli pratici per proteggere l'intestino.
Negli ultimi mesi, la salute intestinale è diventata una delle ossessioni benessere più popolari del 2025.
TikTok è invaso da video che promuovono il «fibremaxxing»: consumare grandi quantità di semi di chia, legumi e fibre ogni giorno. «I semi di chia vengono venduti come un rimedio miracoloso, ma nessuno ricorda che possono assorbire fino a 12 volte il loro peso in liquidi», avverte Madole, nutrizionista di MyorThrive.
«Se consumati secchi o in eccesso, possono gonfiarsi nell'apparato digerente, causando blocchi dolorosi, crampi o, nei casi peggiori, rischi di soffocamento».
Le fibre sono essenziali, ma un aumento improvviso può mettere in difficoltà l'apparato digerente. «Passare da 10 g a 40 g di fibre dall'oggi al domani può portare gonfiore, diarrea o stitichezza. L'equilibrio e l'aumento graduale sono fondamentali», sottolinea l'esperta.
Non solo semi di chia: anche kombucha, polveri di fibre e diete improvvise ricche di fibra possono creare problemi. Il kombucha può fermentare e causare disturbi gastrici, oltre a interagire con farmaci. Le polveri di fibre possono ostacolare l'assorbimento di ferro e zinco. Le diete «fibremaxxing» possono provocare crampi, gonfiore e diarrea.
«Il microbioma prospera grazie alla varietà: frutta, verdura, legumi, frutta secca, semi e cereali integrali in quantità moderate. Non esiste un singolo «superfood»: si tratta di creare uno stile di vita che supporti l'intestino ogni giorno», conclude Madole.