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Un'analisi di 27.500 rilevazioni in 18 anni svela il meccanismo che scatena le temute onde anomale. Non più misteri, ma schemi riconoscibili di acqua e vento.
Sono il peggior incubo dei marinai: onde gigantesche che si sollevano all'improvviso, alte il doppio di quelle circostanti, capaci di spazzare un ponte in pochi secondi.
Le onde anomale, o «mostruose», sono rare ma devastanti. Per decenni considerate leggende, oggi la scienza comincia a decifrarne i segreti.
Un team del Georgia Institute of Technology ha analizzato il più ampio dataset mai raccolto: 27.500 misurazioni effettuate tra il 2003 e il 2020 dalla piattaforma petrolifera Ekofisk, nel cuore del Mare del Nord. I sensori hanno registrato l'altezza del mare ogni mezz'ora, anche durante tempeste estreme come quella del 2007.
Il mito sfatato
Finora la teoria più diffusa, la cosiddetta Instabilità Modulata, spiegava bene il fenomeno in vasche o canali stretti: onde che si «ammassano» come persone in un'uscita angusta, fino a formare un unico colosso d'acqua. Ma i dati del Mare del Nord raccontano altro.
«In mare aperto i meccanismi osservati in laboratorio non bastano», spiega l'oceanografo Francesco Fedele, autore dello studio. L'analisi ha dimostrato che, in condizioni reali, il fenomeno è frutto di interferenze costruttive: più onde provenienti da direzioni diverse si sommano nello stesso istante, creando un muro d'acqua improvviso.
Un'impronta riconoscibile
La ricerca conferma inoltre la teoria dell'oceanografo italiano Paolo Boccotti: ogni onda anomala nasce all'interno di un gruppo di onde minori che crescono e si dissolvono insieme, con la mostruosa nel punto culminante. È come un'impronta digitale che si ripete.
Un caso emblematico si è verificato il 24 novembre 2023, quando una telecamera su Ekofisk ha catturato un'onda di 17 metri. Le analisi hanno mostrato che diverse creste provenienti da più direzioni si erano sovrapposte, generando il colosso.
Perché non diventano infinite
In teoria queste onde potrebbero crescere all'infinito. In pratica, la fisica del mare pone un limite: superata una certa altezza, il colosso si rompe, liberando energia in spruzzi e schiuma.
Onde mostruose, meno misteriose
Lo studio dimostra che le onde anomale non sono eventi inspiegabili: seguono schemi riconoscibili, pur restando imprevedibili nel dettaglio. Ogni nuova misurazione aiuta a capire come e quando queste forze della natura si formano, migliorando la sicurezza di chi naviga o lavora in mare aperto.