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Una nuova ricerca tedesca mostra che l'intelligenza artificiale può migliorare l'individuazione dei piccoli polipi durante la colonscopia. Tuttavia, gli specialisti più esperti continuano a ottenere risultati molto simili anche senza il supporto della tecnologia.
Il tumore del colon-retto è tra le forme di cancro più diffuse al mondo e spesso si sviluppa lentamente, senza sintomi evidenti nelle fasi iniziali.
In molti casi tutto comincia da piccoli polipi che crescono per anni prima di trasformarsi in lesioni potenzialmente pericolose.
Per questo la colonscopia rappresenta uno degli strumenti più efficaci per la prevenzione: identificare e rimuovere precocemente queste alterazioni può ridurre significativamente il rischio di sviluppare la malattia.
Negli ultimi anni anche l'intelligenza artificiale ha fatto il suo ingresso nelle sale endoscopiche. L'obiettivo è aiutare i medici a individuare più facilmente anomalie e polipi che potrebbero passare inosservati durante l'esame.
Un team dell'Università di Würzburg, in Germania, ha valutato le prestazioni di «EndoMind», una piattaforma in grado di analizzare in tempo reale le immagini della colonscopia e segnalare automaticamente eventuali aree sospette. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica «NPJ Digital Health».
La tecnologia si è dimostrata particolarmente utile nell'individuazione dei polipi più piccoli, quelli che hanno maggiori probabilità di sfuggire all'occhio umano. Tuttavia, il vantaggio si è ridotto sensibilmente quando gli esami sono stati eseguiti da gastroenterologi con una lunga esperienza clinica.
«Gli specialisti lavorano già a un livello molto elevato anche senza supporto tecnologico», spiegano i ricercatori.
Durante l'esame, il sistema analizza continuamente il flusso video dell'endoscopio e, quando rileva una possibile anomalia, evidenzia l'area interessata direttamente sul monitor. Secondo una metanalisi citata nello studio, i sistemi di intelligenza artificiale consentono in media di individuare circa il 7% in più di polipi, soprattutto quelli di dimensioni ridotte.
I ricercatori hanno anche stimato il possibile impatto sulla salute pubblica. In una simulazione che ha coinvolto 10mila persone seguite per dieci anni, l'utilizzo dell'intelligenza artificiale ridurrebbe i casi di tumore del colon-retto da 82 a 71 e i decessi da 15 a 13.
Nonostante questi risultati incoraggianti, molti esperti invitano alla prudenza. Alcune società scientifiche ritengono che i benefici possano essere più contenuti nei centri dove operano professionisti altamente specializzati.
Esiste inoltre il timore che un eccessivo affidamento alla tecnologia possa ridurre progressivamente l'attenzione dei medici durante le procedure.
Per questo motivo, secondo gli studiosi, il futuro dell'intelligenza artificiale in endoscopia non sarà quello di sostituire il medico, ma di supportarlo. I sistemi più avanzati potrebbero infatti contribuire a verificare che l'intero colon sia stato esaminato correttamente, misurare automaticamente i polipi e monitorare la qualità dell'esame.
L'obiettivo è rendere la prevenzione sempre più efficace e standardizzata, mantenendo al centro l'esperienza e il giudizio clinico degli specialisti.