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«Dont' Die», non morire, è il motto di vita di Bryan Johnson.
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Quasi nessuno persegue l’ottimizzazione del proprio corpo con tanta costanza quanto Bryan Johnson. Eppure, nonostante anni di automonitoraggio e assistenza medica, il guru della longevità ha incontrato un ostacolo, che potrebbe mettere a dure prova il suo progetto di vivere in eterno.
Il multimilionario statunitense del settore tecnologico Bryan Johnson si è prefissato un obiettivo: vuole arrestare il processo di invecchiamento e sconfiggere la morte.
«Don’t Die» è il suo motto – «Non morire!». Ogni anno investe milioni per ringiovanire biologicamente il proprio corpo.
Come dichiarato da lui stesso, si alza ogni mattina alle cinque, monitora attentamente il proprio corpo e le sue funzioni tramite bilancia, misurando la temperatura ed effettuando analisi del sangue.
Segue una dieta e un programma di allenamento rigorosi, utilizza prodotti cosmetici su misura per lui, ad esempio per mantenere la sua folta chioma, e assume ogni giorno fino a 100 pillole.
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Controlla meticolosamente anche l’ambiente circostante, tra cui l’umidità, la temperatura, il livello di anidride carbonica e la purezza dell’aria nella sua casa.
L’uomo, oggi 48enne, ha fatto scalpore anche nel 2023, quando ha fatto trasfusioni di sangue ricevute da suo figlio, all’epoca 17enne, per ringiovanirsi. In seguito ha annunciato che non avrebbe ripetuto il trattamento a causa degli scarsi benefici.
Johnson ha oltre 30 collaboratori. Le dottoresse, gli allenatori e le nutrizioniste dovrebbero aiutarlo nel suo progetto. A suo dire starebbe invecchiando solo la metà rispetto a una persona media.
Gli scienziati guardano al suo progetto con occhio critico: l’invecchiamento e la morte, sostengono, hanno molto a che fare anche con i geni.
Ma Johnson è fonte di ispirazione per molti: su YouTube ha circa 2,2 milioni di follower, su Instagram 2,7 milioni e su X 1,6 milioni. Tiene conferenze, vende le sue polverine e i suoi sieri ed è considerato un guru della longevità.
Questo «movimento per la longevità» ha come obiettivo quello di arrivare il più in là possibile nell’età in buona salute, pieni di vitalità e senza dolori, e, nel migliore dei casi, di sfuggire del tutto alla morte.
«Potremmo essere la prima generazione a non morire», si legge nella biografia di Johnson su Instagram. In un post pubblicato alla fine dello scorso anno scriveva: «Cercherò di diventare immortale entro il 2039».
Adesso la situazione potrebbe complicarsi. Infatti, come ha annunciato in un lungo post sui social media, soffre di gastrite autoimmune (AIG), una malattia autoimmune incurabile.
«Cattive notizie: il mio stomaco si sta divorando da solo», ha spiegato. Sapeva già di soffrire di ipotiroidismo da quando aveva 21 anni. La gastrite autoimmune gli è stata diagnosticata solo a maggio, dopo che aveva riorganizzato il suo team medico.
«Non so bene da quanto tempo ne soffro». L’AIG causerebbe danni irreversibili: carenze nutrizionali, anemia e a lungo termine un aumento del rischio di cancro.
«Se oggi venisse diagnosticata l’AIG, la medicina convenzionale si arrenderebbe: dichiarerebbe che non si può fare altro che limitarsi a curare i sintomi – indipendentemente da quanto devastanti o letali possano essere le conseguenze», ha scritto Johnson.
Ma, in perfetto stile da guru, ha aggiunto: «Buone notizie: cercherò di risolvere la questione. Condividerò tutto».
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Lo statunitense riceve continuamente messaggi in cui gli viene chiesto di godersi la vita «e di lasciarmi andare a comportamenti autodistruttivi, proprio come una "persona normale"».
«Non ho alcun problema con queste battute scherzose. Ma se negli ultimi anni non avessi prestato attenzione alla mia salute, la mia situazione potrebbe essere molto grave», ha concluso.