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Immagine illustrativa.
KEYSTONE
Ufficio, auto, aereo e brevi pause all'aperto: sono tante le occasioni in cui ignoriamo il rischio di danni cutanei. Kimberley Medd, esperta di Face The Future, avverte che il danno è cumulativo e invisibile, e una protezione solare costante è fondamentale, anche in giornate nuvolose o durante attività quotidiane.
Con l'aumento dei livelli di raggi UV in estate, è fondamentale prestare attenzione a tutte le situazioni in cui si è esposti, anche in modo inconsapevole.
Nell'ambito della campagna «365 giorni di SPF», Kimberley Medd, esperta di Face The Future, ha individuato i luoghi meno evidenti dove la pelle è a rischio scottature, spesso senza che ce ne si accorga.
Dall'ufficio all'aereo, dai finestrini dell'auto alle giornate nuvolose, i raggi UV fanno parte della routine quotidiana, anche senza sole diretto.
Le moderne vetrate permettono l'ingresso della luce naturale, ma anche dei raggi UVA, responsabili dell'invecchiamento cutaneo.
Stare seduti vicino a una finestra soleggiata, senza protezione, può danneggiare la pelle in modo progressivo, specialmente durante le ore centrali della giornata.
Durante il volo, l'intensità della radiazione UV aumenta sensibilmente, soprattutto a quota di crociera e in piena luce diurna.
Le finestre degli aerei non bloccano completamente i raggi UV, esponendo i passeggeri frequenti a un rischio più alto, in particolare sul viso.
I parabrezza filtrano i raggi UVB, ma spesso i finestrini laterali non offrono la stessa protezione.
Questo espone guidatori e passeggeri a un'esposizione parziale, con arrossamenti localizzati su braccia e lato del viso, soprattutto durante viaggi lunghi.
Una birra al sole in giardino o un bicchiere di vino in un parco possono sembrare innocui, ma bastano pochi minuti senza protezione per provocare arrossamenti su aree esposte come spalle, décolleté o cuoio capelluto.
La protezione solare andrebbe applicata anche per queste uscite informali.
Anche con il cielo coperto, fino all'80% dei raggi UV può penetrare attraverso le nuvole. La percezione del calore diminuisce, ma l'intensità dei raggi resta elevata.
Una brezza leggera può mascherare l'effetto del sole, portando a esposizioni sottovalutate.
L'acqua riflette i raggi UV, aumentando l'esposizione soprattutto sul viso. Attività come paddleboarding, nuoto o anche solo la permanenza lungo una riva possono raddoppiare il rischio di danni cutanei.
Attività come diserbare o dipingere una recinzione espongono spesso braccia, collo e viso.
Anche se si tratta di pochi minuti, la mancata applicazione della protezione solare può favorire danni cumulativi nel tempo.
Le uscite con il cane o gli spostamenti a piedi, sebbene brevi, possono contribuire ai danni solari, specialmente se ripetuti ogni giorno senza protezione.
Esporsi anche solo 15-20 minuti alla volta, nel lungo periodo, ha effetti visibili sulla salute cutanea.
I raggi UVA sono presenti tutto l'anno, anche nei mesi meno soleggiati. Sono responsabili dell'invecchiamento cutaneo precoce, della perdita di elasticità, della pigmentazione irregolare e dell'aumento della sensibilità.
A differenza dei raggi UVB, non causano scottature immediate, ma agiscono in profondità, alterando la struttura della pelle.