La confessione shockAchille Costacurta: «Nessuno sa spiegarsi come io sia ancora vivo»
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14.7.2025 - 10:09
La famiglia Colombari-Costacurta.
Imago
Achille Costacurta, figlio di Martina Colombari e Billy Costacurta, condivide la sua storia di rinascita dopo un passato difficile e il suo desiderio di supportare chi è in difficoltà.
Redazione blue News
14.07.2025, 10:09
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Achille Costacurta racconta per la prima volta il suo passato segnato da dipendenze, detenzione e un tentato suicidio a 17 anni.
Dopo anni difficili, ha ricostruito il rapporto con i genitori e dice di essere finalmente uscito dal tunnel della droga.
Oggi vive a Palermo, sogna di aiutare ragazzi con sindrome di Down e guarda al futuro con speranza e serenità.
Achille Costacurta, figlio 20enne di Martina Colombari e Billy Costacurta, ha vissuto un'adolescenza turbolenta, ma oggi guarda al futuro con speranza.
In un'intervista alla «Cronaca di Palermo» di Repubblica, il giovane ha raccontato per la prima volta i suoi errori passati e il percorso che lo ha portato a rinascere. A soli 17 anni, ha toccato il fondo tentando il suicidio con metadone mentre era detenuto in un istituto penale minorile a Parma. «Nessuno sa spiegarsi come io sia ancora vivo», ha confessato.
La sua esperienza in istituto è stata dura, iniziata a 15 anni dopo che furono trovati coltelli nel suo armadietto scolastico. Achille ha descritto episodi di violenza e umiliazione, come quando un agente gli spezzò una sigaretta in faccia. «Ero solo un ragazzino», ha ricordato.
Il suo rapporto con le droghe è stato altrettanto devastante, con la mescalina che lo ha reso schiavo per quasi un anno. «Le droghe sono il demonio», ha detto, riflettendo su come lo abbiano allontanato dalla realtà e dai suoi genitori.
La rinascita
Oggi Achille si sente rinato. Ha smesso di fare uso di droghe e ha ricostruito il rapporto con i suoi genitori. «Prima litigavamo ogni giorno, ora siamo uniti», ha affermato.
Anche suo padre, Billy Costacurta, ha confermato il miglioramento del figlio, lodando la forza di sua moglie Martina nel sostenere la famiglia durante i momenti difficili.
Achille ha trovato una nuova serenità a Palermo, lontano dalla pressione di essere il «figlio di» a Milano. «Avevo bisogno di cambiare aria», ha spiegato. Ora guarda al futuro con ottimismo e sogna di aprire un centro per ragazzi con sindrome di Down.
«Aiutare gli altri mi fa sentire le farfalle nello stomaco», ha detto, dimostrando che la sua vita è tornata a pulsare senza bisogno di stimolanti.
La redazione ha scritto questo articolo con l'aiuto dell'AI.