Figlio dell'ex calciatoreRivelazione shock di Achille Costacurta: «Ho tentato il suicidio»
Covermedia
20.7.2025 - 13:00
Achille Costacurta
Il figlio di Billy Costacurta e Martina Colombari parla della vita dissoluta condotta durante il periodo adolescenziale. Ora, a 20 anni, il ragazzo vive a Palermo e sogna di aprire un centro per aiutare i più deboli.
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20.07.2025, 13:00
20.07.2025, 13:26
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Achille Costacurta rivela di avere tentato il suicidio con sette boccette di metadone.
Il figlio di Billy Costacurta e Martina Colombari ha vissuto un'adolescenza travagliata, destando non poche preoccupazioni nei famosi genitori. In una recente intervista rilasciata a La Repubblica, il ragazzo ha raccontato di avere più volte oltrepassato il limite e di aver visto la morte in faccia a causa delle droghe.
«Ho provato a togliermi la vita con sette boccette di metadone. L'equivalente di 40 grammi di eroina. Nessuno sa spiegarsi come io sia ancora vivo. Avevo 17 anni, ero rinchiuso in un centro penale minorile a Parma e dopo un anno e sette mesi non ce la facevo più», ha confessato, spiegando il motivo per cui fosse finito in carcere: «Mi avevano trovato due coltelli nell'armadietto a scuola. Non volevo fare male a nessuno, ero solo un ragazzo pieno di paranoie».
«È stata durissima, sono entrato che avevo 15 anni. Dieci sigarette al giorno e appena non ti presentavi a colazione, te ne toglievano una. Una volta un agente mi ha detto che mi doveva parlare. Stavo fumando e gli ho chiesto di aspettare che finissi. Mi ha spezzato la sigaretta davanti al viso, gli ho sputato e mi hanno preso a schiaffi in una stanza. Ero solo un ragazzino».
«A Milano, due anni fa, ho lanciato delle scarpe Gucci fuori dal taxi e ho rotto la telecamera. La tassista ha chiamato la polizia. Ho preso due pugni e ho reagito».
Abuso di sostanze
Con la maggiore età è poi arrivato l'abuso di droghe. «Mescalina, un allucinogeno messicano. Quando sei sotto, ti senti Dio e io pensavo di poter aiutare il mondo intero. Regalavo le mie collane d'oro ai barboni, aiutavo i ragazzi che fumavano crack portandoli a casa a fare una doccia. Ma in realtà mi stavo distruggendo. Le droghe sono il demonio. E il demonio ti prende e ti porta via».
Adesso la vita di Achille è cambiata e il ragazzo sembra essersi ritrovato in Sicilia. «Mi sento rinato. Non tocco droghe, sto bene e ho recuperato il rapporto con i miei genitori. Prima litigavamo ogni giorno, ora siamo uniti. Se torno tardi, li chiamo», ha fatto sapere. «Voglio aprire un centro per ragazzi con sindrome di Down. Aiutare gli altri mi fa sentire le farfalle nello stomaco».