Lutto nel cinemaAddio a Robert Duvall, Pacino e De Niro guidano i tributi a Hollywood
Covermedia
17.2.2026 - 09:40
Robert Duvall
L'attore premio Oscar si spegne a 95 anni. Da «Il padrino» a «Apocalypse Now», colleghi e amici lo ricordano come un maestro assoluto del cinema americano.
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17.02.2026, 09:40
17.02.2026, 09:42
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Robert Duvall è morto lunedì all'età di 95 anni. Con lui se ne va uno dei volti più autorevoli e riconoscibili del cinema americano, interprete capace di attraversare generi e decenni lasciando un'impronta indelebile.
A guidare il coro dei tributi sono Al Pacino e Robert De Niro, compagni di set e di storia cinematografica.
Duvall aveva segnato un'epoca nel ruolo del consigliere Tom Hagen nei blockbuster «Il padrino» e «Il padrino – Parte II», accanto a Pacino. Un personaggio misurato, leale, quasi silenzioso, che nella saga di Francis Ford Coppola incarnava la coscienza strategica della famiglia Corleone.
De Niro, nel secondo capitolo, vestiva invece i panni del giovane Vito Corleone, intrecciando idealmente il proprio percorso a quello di Duvall. «È stato un onore aver lavorato con Robert Duvall», ha dichiarato Pacino. «Era un attore nato, come si dice. Il suo legame con la recitazione, la sua comprensione profonda e il suo dono straordinario saranno ricordati per sempre. Mi mancherà».
Più stringato, ma altrettanto affettuoso, il messaggio di De Niro: «Che Dio benedica Bobby. Spero di poter vivere fino a 95 anni. Riposa in pace».
Sette candidature agli Oscar e una statuetta vinta nel 1984
I tributi si sono moltiplicati in poche ore. Duvall era conosciuto anche per l'iconico comandante della cavalleria aerea Kilgore in «Apocalypse Now» e per la sua intensa interpretazione del solitario Boo Radley ne «Il buio oltre la siepe».
Sette candidature agli Oscar, una statuetta vinta nel 1984 come miglior attore protagonista per «Tender Mercies – Un tenero ringraziamento»: numeri che raccontano solo in parte il peso specifico della sua carriera.
Adam Sandler, che aveva condiviso con lui il set del film sportivo Netflix «Hustle» nel 2022, lo ha ricordato così: «Divertente da morire. Forte da morire. Uno dei più grandi attori che abbiamo mai avuto. Era un uomo meraviglioso con cui parlare e ridere. Gli volevo un bene immenso. Tutti gliene volevamo».
Walton Goggins lo ha definito il suo «mentore», ricordando quando Duvall lo diresse ne «L'apostolo» nel 1997, quando aveva appena 24 anni: «Il privilegio di lavorare con quest'uomo e di conoscerlo resta l'esperienza più importante della mia vita. È stato la mia stella polare, il mio eroe. Ti voglio bene, Bobby. Grazie per aver cambiato la mia vita».
Anche Michael Keaton, suo collega in «Cronisti d'assalto (The Paper)» di Ron Howard, ha scritto: «Un altro amico se ne va. Era la grandezza fatta persona come attore. Riposa in pace RD».
Jane Seymour, che aveva recitato con lui in «Nel Texas cadevano le stelle», ha sintetizzato così la sua eredità: «Ci sono attori che interpretano un ruolo e attori che lo abitano completamente. Robert Duvall apparteneva alla seconda categoria. La sua presenza sullo schermo portava onestà, peso e grazia».