La saga di 007 a un bivio?Addio smoking, il prossimo James Bond punta su forza e brutalità? Ecco le ultime indiscrezioni
fon
21.1.2026
Presto notizie fresche sul prossimo capitolo di 007?
Imago
Tra indiscrezioni di casting, tempistiche incerte e un Bond più brutale che elegante, iniziano a emergere i primi segnali sul futuro di 007 sotto la guida di Amazon MGM Studios.
Amazon MGM Studios prepara il rilancio di James Bond, con un annuncio sull’attore protagonista atteso entro metà 2026 e riprese previste tra fine 2026 e inizio 2027.
Jacob Elordi e Callum Turner sarebbero i principali candidati per raccogliere l’eredità di Daniel Craig, lo 007 protagonista degli ultimi 5 film, secondo indiscrezioni non ufficiali.
La nuova versione di Bond punterebbe su un profilo più duro e spietato, ispirato ai romanzi originali di Ian Fleming.
Non sarebbe una novità, ma probabilmente una scelta dettata dalle circostanze.
L'universo di James Bond vive una fase di transizione delicata e affascinante.
Con il passaggio del controllo creativo agli Amazon MGM Studios, subentrati dopo il passo indietro della storica famiglia Broccoli, l'attesa per capire quale direzione prenderà 007 è diventata febbrile.
In assenza di comunicazioni ufficiali, iniziano però a filtrare indiscrezioni dal sottobosco hollywoodiano.
A condividere alcune informazioni raccolte dietro le quinte è stato Justin Kroll, giornalista di «Deadline», intervenuto come ospite al podcast «My Mom’s Basement».
Le sue rivelazioni - va ribadito - non hanno alcun crisma di ufficialità, ma offrono uno spaccato interessante sulle intenzioni dello studio, tra calendario produttivo e caratterizzazione del prossimo Bond.
Sul fronte casting, Amazon MGM Studios starebbe valutando seriamente Jacob Elordi, anche se la scelta definitiva potrebbe ridursi a un testa a testa con Callum Turner.
L'obiettivo sarebbe quello di arrivare a un annuncio entro la metà del 2026, così da poter avviare le riprese verso la fine dello stesso anno.
Ma il nome già associato alla regia, Denis Villeneuve, è attualmente concentrato sulla conclusione di «Dune: Parte Tre» e sulla successiva promozione del film, circostanza che potrebbe far slittare l'inizio delle riprese ai primi mesi del 2027.
Come riferisce, fra gli altri «comingsoon.it», resta invece un'incognita l'ambientazione temporale del nuovo capitolo.
Non emergono conferme su un eventuale ritorno a un Bond collocato negli anni Sessanta, ipotesi circolata con insistenza negli ultimi mesi e ripresa da diversi portali come «IGN Italia».
Più chiari sembrano invece i riferimenti stilistici della sceneggiatura firmata da Steven Knight: un James Bond più freddo, duro e implacabile, ispirato alle prime incarnazioni letterarie nate dalla penna di Ian Fleming.
Secondo le voci raccolte, si tratterebbe di un 007 fisicamente dominante, quasi brutale, capace di eliminare un avversario a mani nude in pochi istanti.
Un'evoluzione quella di un agente segreto al servizio di Sua Maestà più rude che, in realtà, non rappresenterebbe una rottura totale con il passato recente.
L'interpretazione di Daniel Craig, protagonista della saga da «Casino Royale» (2006) a «No Time to Die» (2021), aveva già abituato il pubblico a un Bond più terreno, aggressivo e lontano dall'eleganza patinata di altre epoche.
Giova ricordare poi che una parte della nutrita base di fan non ha gradito il finale dell'ultimo 007 del regista Cary Fukunaga ed è quindi plausibile che gli Amazon MGM Studios cerchino in qualche modo di recuperare parte del pubblico scontento puntando sulle caratteristiche che hanno reso celebre sul grande schermo il personaggio dei romanzi Fleming.
Non va sottovalutato nemmeno il fatto che il movimento culturale woke, volto a promuovere la giustizia sociale, concentrandosi su temi come il razzismo, le disuguaglianze di genere e i diritti delle minoranze, che ha influenzato l'ultima pellicola con l'introduzione di alcune scene più «politically correct» che hanno snaturato, secondo i puristi di 007, l'universo di James Bond, sembra essere meno presente nella vita quotidiana.
In questo senso quindi si potrebbe assistere al ritorno all'archetipo machista, con l'abbandono di una figura di agente segreto più complessa e vulnerabile proposta in «No time to die», dove l'introduzione di una partner femminile forte, che ha preso addirittura il posto di 007 aveva provocato diverse reazioni negative nei fan del longevo franchise.
Per ora, però, tutto resta confinato nel territorio delle ipotesi.
Solo i prossimi mesi diranno quante di queste indiscrezioni troveranno conferma ufficiale.