Festival «Il Libro Possibile» Agnese Pini: «Non volevo essere la figlia di un prete»

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9.8.2025 - 12:51

Monica Peruzzi, giornalista di Sky Tg24, sinistra e Agnese Pini.
Monica Peruzzi, giornalista di Sky Tg24, sinistra e Agnese Pini.
Imago

Al festival «Il Libro Possibile», Agnese Pini ha presentato il suo volume, condividendo la sua esperienza di vita tra famiglia, religione e giornalismo. La sua storia personale rivela come l'amore possa essere una forza sovversiva contro le dittature.

Nicolò Forni

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Agnese Pini ha raccontato la scoperta sconvolgente della doppia vita del padre, ex sacerdote, che ha segnato la sua adolescenza e ispirato il suo libro «La verità è un fuoco».
  • Il silenzio familiare, la vergogna e il rapporto complesso con la fede sono al centro del suo viaggio interiore, narrato come un ciclo stagionale che riflette trasformazione e ritorno.
  • Per Pini, l'amore è una forza rivoluzionaria capace di scardinare regole, e la verità - come il fuoco - illumina ma non giudica, lasciando spazio alla libertà personale.

Agnese Pini, direttrice de «Quotidiano Nazionale», ha presentato il suo libro «La verità è un fuoco» al festival «Il Libro Possibile» di Vieste. Diretto da Rosella Santoro, ha celebrato la sua XXIV edizione, portando sul palco scrittori e giornalisti di fama internazionale.

Come riportato fra gli altri da «Vanity Fair», la donna ha raccontato la scoperta che ha cambiato la sua vita: a 13 anni, sfogliando un album di famiglia, ha scoperto che suo padre era stato un prete prima di sposare sua madre.

Una scoperta sconvolgente

Per una giovane ragazza, scoprire che il padre era un ex sacerdote è stato come nascere una seconda volta. «Non volevo essere la figlia di un prete, poi ho capito che mio padre aveva lasciato un tipo d’amore per un altro».

Pini ha descritto il suo iniziale rifiuto di accettare questa verità, desiderando un padre «normale» come i suoi amici. La rivelazione ha portato a una conversazione difficile con i suoi genitori, che ha segnato la fine della sua infanzia e l'inizio di un percorso di comprensione.

Il silenzio e la libertà

Nella sua famiglia, il passato del padre è rimasto un argomento di cui non si parlava. Pini ha riflettuto su come il silenzio possa proteggere, ma anche creare distanze.

Nonostante la mancanza di risposte definitive, ha trovato libertà nel costruire la propria versione dei fatti, senza pregiudizi.

Pini esplora il tema della vergogna, descrivendola come «il mondo che guarda». Paragona questa sensazione alla folla che osserva la crocifissione di Cristo, un'esperienza di esposizione e vulnerabilità che tutti affrontano nella vita.

Religione e identità

Cattolica, Pini ha un rapporto complesso con la fede, influenzato dalla storia del padre. Riconosce l'importanza di una Chiesa che agisca come testimone di pace e fratellanza, specialmente in tempi di crisi.

Il libro di Pini è strutturato in quattro stagioni, riflettendo un viaggio interiore che inizia e finisce in primavera. Questo ciclo rappresenta la trasformazione personale e il ritorno a casa, simile al viaggio di Ulisse.

L'amore come forza sovversiva

Pini sottolinea come l'amore possa sfidare le regole e le dittature, essendo una forza che non può essere spiegata razionalmente. L'amore del padre per la madre ha portato a una scelta radicale, abbandonando la vita sacerdotale per un nuovo tipo di amore.

Il titolo del libro si ispira a una frase di Gustav Klimt: «La verità è un fuoco». Pini riflette su come le verità umane siano temporanee, illuminando solo il necessario per avanzare, senza inchiodare le persone a se stesse.

Il redattore ha scritto questo articolo con l'aiuto dell'AI.