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A 8 anni dal primo film Alberto Meroni: «Ecco la mia più grande paura per Frontaliers Sabotage»
Paolo Beretta
19.12.2025
Dopo 8 anni, i personaggi molto amati del doganiere Loris J. Bernasconi e del frontaliere Roberto Bussenghi tornano al cinema dal 1 gennaio 2026. Venerdì 19 dicembre parte dal Cinestar di Lugano una serie di anteprime in giro per il Ticino. Alla Première di Locarno abbiamo intervistato i principali protagonisti e il regista Alberto Meroni. Quali le sfide? Quali le paure? Quale futuro per i Frontaliers?
Julian Barnard, Nicole Agostini, Paolo Beretta
19.12.2025, 15:43
22.12.2025, 12:10
Paolo Beretta
Hai fretta? blue News riassume per te
- Dal 1. gennaio 2026 il secondo film della saga transfrontaliera più amata al Sud delle Alpi arriva nei cinema elvetici e del Comasco.
- Alla Première di «Frontaliers Sabotage» al PalaCinema di Locarno, il 15 dicembre, abbiamo intervistato i protagonisti principali e il regista Alberto Meroni, che ci ha spiegato le sfide superate e in che modo il successo nazionale del primo capitolo nel 2017 ha influito su questa nuova produzione.
- Ma ci sarà un Frontaliers 3? Se sì, si sa già di cosa parlerà?
- Nei prossimi giorni pubblicheremo le interviste video di Christa Rigozzi, Enzo Iacchetti, Barbara Barbarossa, Flavio Sala e Paolo Guglielmoni.
Incontriamo il regista Alberto Meroni al terzo piano del PalaCinema, dove abbiamo preparato un mini set per le interviste video che realizzeremo poco prima della Première, che - spoiler - è stata un successo con il tutto esaurito, tra risate e applausi.
Arriva con passo spedito, sorridente e rilassato. Dalla sua energia capisco che ci sarà molta carne al fuoco, che non riusciremo a farci stare in un video di 4 minuti. Dal mio punto di vista è un'ottima cosa, da quello della collega Nicole, che s'occupa del montaggio, scoprirò poi, un poco meno.
Dopo la rituale stretta di mano e le presentazioni, ci sediamo e subito arriva una domanda tecnica, ma non da parte mia, da parte sua, a Julian, il «mio» VJ (giornalista che si occupa dei video ndr.): «Gli occhiali li tengo? No, forse meglio di no, sennò magari danno fastidio col riflesso delle luci».
Julian dice che non disturbano più di tanto, ma che senza è meglio.
«Ecco a cosa son serviti questi otto anni»
Si parte a tutto gas e gli chiedo perché i molti fan hanno dovuto aspettare 8 lunghi anni per avere una seconda avventura del frontaliere, tecnico specializzato (nessuno sa in cosa), Roberto Bussenghi e della guardia di confine, «arma letale», Loris J. Bernasconi.
«Questi otto anni sono serviti a non deludere il pubblico. Con la mia squadra abbiamo lavorato a questo (...). E penso di esserci riuscito perché ogni volta che rivedo il film rido di gusto e sono fiero del lavoro che abbiamo fatto».
La location che non ti aspetti
L'intervista prosegue senza intoppi e vorrei sapere quali sono state le maggiori difficoltà incontrate. In mente ho le immagini della caserma sulla Tremola, dove ho passato diversi mesi come ufficiale di fanteria e del Motto Bartola sotto la neve, e mi aspetto una risposta sul gran freddo.
Invece sono sorpreso. Le criticità più grandi sono altrove, nel luogo simbolo dove sono stati girati gran parte degli sketch che han reso celebri il Bussenghi e il Bernasconi: la dogana di Bizzarrone.
«È una location difficilissima. Non è fatta per il cinema, abbiamo avuto problemi di suono col fiume accanto, col traffico dei frontalieri, la luce che entra ovunque (...)».
Per lasciare il tema delle difficoltà rilancio con una domanda sulle parti positive del lavoro sul set.
«Sono molto fiero di tutto il film, ma, senza svelare troppo, c'è una scena nella quale Bussenghi e la sua Panda iconica spariscono... Ecco, quello è un colpo di scena che non si aspetta nessuno, da cartone animato. Mi piace molto».
Il successo del 2017 è un peso o uno stimolo?
Nel 2017 «Frontaliers Disaster» è stato un successo inaspettato al botteghino in tutta la Svizzera, con 30'000 entrate.
All'epoca ero andato a rivederlo a Zurigo, sollecitato da Roland, un collega germanofono che parla bene l'italiano, incuriosito dal clamore suscitato dalla pellicola. «Vieni a vederlo con me, così alla fine mi spieghi quello che non avrò capito». Non dovetti spiegare molto...
Ma il successo non si limitò alla Svizzera tedesca, presunta conoscitrice «privilegiata» del Sud delle Alpi. Il film andò molto bene pure nella Svizzera francese, tanto che ne parlò, addirittura in prima pagina, il quotidiano di rifermento romando «Le Temps». Da qui la domanda: ma oggi il regista sente pressione per questo secondo capitolo?
«È stata una conferma. Frontaliers è una commedia che tocca tematiche profonde, di identità nazionale. (...) C'è il pregiudizio che la commedia sia sempre leggera e vada vista solo come un momento di intrattenimento».
«In realtà con la commedia si possono fare passare messaggi molto importanti. (...) Leggere queste cose mi ha fatto dire che ho azzeccato il tono giusto per raccontare le cose».
«Un po' come coi bambini. Non bisogna urlare per far passare i messaggi, e lo dico da papà. Noto che raccontargli le cose in modo simpatico, forse più genuino, è pure più efficace. La commedia è più seria di quello che sembra».
Frontaliers 3? Dopo il cioccolato sarà in pericolo il formaggio?
Nel film il gusto del cioccolato svizzero è in pericolo, poiché manomesso da un losco individuo in arrivo dall'Italia, unico a possedere l'antidoto per tornare al sapore originale. Insomma, si attacca uno dei nostri miti. Mi vien da pensare che, semmai ci sarà un Frontaliers 3, il prossimo simbolo della Svizzera nel mirino potrebbe essere il formaggio?
«Bella domanda. Il cioccolato è un pretesto, è una metafora della nostra presunta eccellenza. Non che non l'abbiamo l'eccellenza, ma siamo molto fieri di quel che facciamo. Anche se c'è magari qualcuno che il cioccolato lo sa fare bene quanto noi».
«Un Frontaliers 3? Sarà solo il pubblico a deciderlo. Se anche Frontaliers Sabotage verrà accolto con entusiasmo come il primo... io sono pronto a farne un altro».
Il tempo corre tiranno. Noi dobbiamo fare altre interviste, lui ha ancora mille cose da sistemare prima dell'imminente première...
Parata di stelle nostrane, con due fuori classe italiani: Enzo Iacchetti e Giovanni Cacioppo
Oltre a Flavio Sala, Paolo Guglielmoni e Barbara Barbarossa (coautrice del film col regista Alberto Meroni), il cast è composto da volti noti del panorama mediatico elvetico e germanofono come Christa Rigozzi, Maria Victoria Haas, Werner Biermeier e Nina Dimitri.
Non mancano i personaggi conosciuti della Svizzera italiana, tra i quali Joas Balmelli con uno dei ruoli secondari, Davide Romeo e, in piccoli camei, i presentatori radio televisivi Michael Casanova, Marco Di Gioia e Fabrizio Casati.
Alla parata di stelle indigena si aggiungono poi due grandi nomi della comicità italiana: Giovanni Cacioppo ed Enzo Iacchetti.
Dove e quando si può vedere il film?
Prima di approdare sugli schermi di tutta la Svizzera la produzione ha organizzato delle anteprime in Ticino, partendo dalla serata evento di venerdì 19 dicembre al Cinestar di Lugano, poi sabato 20 dicembre a Mendrisio, con due proiezioni al Multisala Teatro.
La domenica 21 dicembre ce ne sarà una pomeridiana al Cinema Forum di Bellinzona.
Ad Airolo al Cinema Leventina ce ne sarà una speciale la domenica 4 gennaio e ad Acquarossa saranno due il sabato 10 gennaio al Cinema teatro Blenio.
Frontaliers Sabotage è prodotto da INMAGINE SA in coproduzione con la RSI e con il supporto del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) del Canton Ticino, Fondo FilmPlus della Svizzera italiana, Ticino Film Commission e diversi comuni, tra cui Novazzano, Mendrisio e Varese.
Il film è distribuito da Morandini Film Distribution in tutta la Svizzera, quindi pure nei blue Cinema, e nel Nord Italia a partire dal 1. gennaio 2026.