Alessando Gassmann parla de «Il premio»

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5.12.2017 - 13:13

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Nel nuovo film l’attore e regista romano cita il celebre padre, in una commedia «on the road» accanto a Gigi Proietti.

Alessando Gassmann è tornato sul grande schermo con «Il premio».

La nuova commedia «on the road» firmata dallo stesso regista e attore romano, lo vede calcare il set accanto al protagonista Gigi Proietti nei panni dello scrittore di successo Giovanni Passamonte: figura ispirata al compianto padre Vittorio.

«Spunti personali ce ne sono, anche se non è la mia storia, ma quella di un vecchio signore che scopre d'avere accanto a sé le cose più importanti della sua vita», spiega Alessandro Gassman a Il Giornale.

«Sono trentatré anni che faccio questo mestiere e spero di non chiudere mai i conti con mio padre — racconta Alessandro che nella pellicola interpreta Oreste, il figlio del protagonista —. Mio padre guidava malissimo, nonostante avesse automobili molto veloci come la Porsche e la Maserati. Quando andavamo in tournèe, mi offrivo di guidare e macinavamo chilometri in silenzio: non era un gran parlatore. Ma quando voleva, ti sbatteva in faccia verità atroci sul tuo conto. E questo serviva».

Mentre Proietti, impegnato in una performance più intimista rispetto ai soliti ruoli, ha apprezzato la sceneggiatura che gli fa rivangare ricordi nostalgici.

«Ero amico di Vittorio, ai tempi in cui si cantava... Gli devo molto, perché fu il primo a preconizzare, quand'ero giovane, che io e Carmelo Bene avremmo fatto carriera. Qui c'è un equilibrio di racconto, tra risata e malinconia, molto raro. Da Gassmann senior ho appreso l'arte di dire un no quasi doloroso, come faccio nel film. Tra me e Vittorio Gassmann, non c'è alcuna similitudine».

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